Confermata la condanna a 30 anni per Domenico Pagnozzi nel processo alla camorra capitolina.

Si è chiuso con una pesante sentenza il processo d’Appello a ventiquattro imputati, noti come i “Napoletani della Tuscolana”, che per la Procura avrebbero gestito alcune delle più importanti piazze di spaccio della periferia romana. Fra le figure di spicco dell’associazione criminale, il boss irpino, Domenico Pagnozzi, capo dell’omonimo clan, che dalla Valle Caudina ha esteso le sue ramificazioni anche nel napoletano e proprio a Roma. In primo grado erano state pronunciate sentenze per oltre trecento anni, con otto assoluzioni. Domenico Pagnozzi, difeso dall’avvocato Dario Vannetiello, ha visto confermati i 30 inflitti in primo grado, 24 anni per Massimiliano Colagrande, 21 per Antonio Calì, 18 e 11 mesi per Stefano Fedeli, 18 e 10 mesi per Marco De Rosa, 16 anni e 8 mesi per Marco Pittaccio e 14 anni per Claudio Celano. Tutte le altre condanne sono comprese fra i 9 e i 4 anni di reclusione. Tre le assoluzioni. Il processo è nato da una indagine della Procura romana delegata al nucleo investigativo che, nel 2015, aveva smantellato la presunta organizzazione a delinquere gestita da Mimi Pagnozzi, anche noto come ‘o professore.

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