Consiglio regionale: seduta monotematica sui rifiuti.

Il Consiglio Regionale della Campania, presieduto da Rosa D’Amelio, si è riunito per la seduta monotematica con all’ordine del giorno la trattazione tematica sulla gestione dei rifiuti. “Quest’Amministrazione ha dato a questa Regione, ovviamente con il voto del Consiglio regionale, una legge sul ciclo dei rifiuti che non si approvava da decenni e in questa Regione si sono avvicendati commissari, subcommissari e maggiordomi di commissari, ma non si sono mai costituiti gli enti di governo del ciclo dei rifiuti negli ambiti territoriali ottimali” – ha detto il vice presidente della Giunta regionale, Fulvio Bonavitacola, assessore regionale all’ambiente. “Questo è il dato di partenza, dopodiché abbiamo portato 540 Consigli comunali della Campania ad approvare lo Statuto tipo degli enti d’ambito, si sono svolte le elezioni e con colpevole ritardo – lo voglio dire anche in modo critico – di molti Comuni gli enti di Governo non si sono insediati nei tempi che noi avevamo previsto e questo è un ritardo che va assolutamente colmato perché la Regione Campania non vuole gestire nulla, la Regione Campania vuole programmare, se deve correggere le leggi le corregge insieme – ovviamente – agli organi esecutivi e quelli legislativi, ma non vuole gestire. “Abbiamo a che fare con una multa pesante, che è stata decisa dall’Unione Europea, con riferimento alla gestione del ciclo dei rifiuti in fase antecedente, l’entrata in carico di quest’Amministrazione e di questo Consiglio regionale, ma la multa si paga e si paga fino a quando noi, e questo dice purtroppo quella sentenza, non solo avremo definito strategie, perché di strategie a Bruxelles ne sono state portate parecchie in questi anni, – ha detto il Vice presidente della Giunta regionale – l’Unione Europea attende fatti, dobbiamo sviluppare la raccolta differenziata ancora di più, siamo ad un livello del tutto dignitoso in Regione Campania, intorno al 51 per cento. Siamo la prima Regione del Mezzogiorno, siamo in linea con la media nazionale, ma abbiamo bisogno di fare scelte e di realizzare risultati sulle dotazioni impiantistiche a partire da quelle a servizio della raccolta differenziata. La prima impiantistica a servizio della raccolta differenziata sono gli impianti di trattamento di frazione organica che deriva dalla raccolta differenziata”. Bonavitacola si è soffermato sul problema delle ecoballe: “è un tema di dimensioni colossali, come vi è noto. Il Governo il 25 novembre 2015 ha approvato meritoriamente all’epoca il decreto-legge n. 185 con il quale diede alla Regione Campania trenta giorni per approvare un programma straordinario per affrontare un problema che sta qui da oltre dieci anni. Il 23 dicembre 2015 alle ore 12,00 da Santa Lucia è partito il programma straordinario che ha individuato tre filiere di approccio. Vado a grandi numeri: abbiamo 5 milioni 600 mila tonnellate di ecoballe e pensate che in Campania si producono 2 milioni 600 mila tonnellate di rifiuti all’anno. È come se noi concentrassimo per due anni nello stesso posto o in pochi posti tutti i rifiuti che produciamo senza portarli da nessun’altra parte. Questa è la dimensione. Per un milione di tonnellate abbiamo puntato sul trasporto fuori regione e poi abbiamo puntato su due filiere impiantistiche escludendo di fare termovalorizzatori”.
“I ritardi che si sono accumulati sono stati causati da due fattori: il primo sono queste criticità che vi ho detto, il secondo, in particolare per l’impianto che prevediamo di utilizzare dall’ex Centrale Enel di Giugliano, ci sono state delle lungaggini nel perfezionare, mi auguro che perfezioneremo bene l’acquisizione di quell’area, perché essendo un’area da acquistare da parte della Pubblica Amministrazione, oltre alla gara per individuarla e oltre alla stima è stato necessario aspettare il visto di congruità dell’Agenzia Nazionale del Demanio, solo a vallo di questo visto di congruità l’Enel ha avviato le procedure per perfezionare gli atti contrattuali, nel frattempo, comunque, stiamo andando avanti in parallelo. È chiaro, non avremo, domani mattina, la sparizione delle ecoballe, ma credo che in pochi mesi avremo la contrattualizzazione delle eco balle, che significa la definizione degli atti contrattuali per completare le procedure”. “Visto che nell’ambito del ciclo dei rifiuti si è posta una particolare attenzione alla vicenda dei fanghi da depurazione, vorrei ricordare a me stesso, al di là delle stupidaggini che sono circolate, che dall’autunno scorso, quindi da prima di tanti fatti, ivi compreso pseudo inchieste, che non sono inchieste, sono altre cose, ma da mesi prima abbiamo un problema grave, non ci sono impianti che vogliono ricevere i fanghi degli impianti di depurazione e sono andate deserte decine di gare dall’autunno scorso” – ha proseguito Bonavitacola – che ha spiegato: “qualcuno non sa che abbiamo una singolarità in Campania, a seguito di un’indagine della magistratura penale, risalente a dieci anni fa sugli impianti gestiti dalla cosiddetta Hidrogest, che determinarono gravi problemi ambientali, l’autorità giudiziaria limitò la destinazione di fanghi provenienti da questi depuratori soltanto alle discariche, cioè non ne consentì né il riutilizzo come compostaggio, né altro tipo di utilizzazione, ha detto: dovete portarli soltanto in discarica. Siamo l’unica Regione che per questi impianti ha un’unica condizione di smaltimento”. “La campagna elettorale è ormai alle nostre spalle e ciascuno a livelli diversi si appresta a vivere una fase di diverse e più significative responsabilità. Mi auguro che di questo siano consapevoli tutti e naturalmente, come diceva il consigliere Oliviero, Presidente della Commissione Ambiente, domani è un altro giorno perché abbiamo la possibilità di introdurre alcuni correttivi e non stravolgimenti, perché la legge ha retto e ha funzionato. Ci sono dei ritardi, ma non imputabili a noi. Mi riferisco ai ritardi nell’insediamento e nell’entrata in funzione degli organi di governi degli enti d’ambito. Discutiamone liberamente e raccogliamo tutte le proposte che ci saranno perché tutti gli accorgimenti e le correzioni che sono utili saranno sicuramente approvati largamente col nostro consenso”.

Il Presidente della VII Commissione Gennaro Oliviero ha ricordato che “la Commissione ha incardinato per domani le modifiche alla legge sui rifiuti. Questo dibattito in Aula è molto utile, anche in vista di ciò, per orientare meglio le attività che la Commissione Ambiente”.

“Condivido una sola cosa di quanto detto dall’assessore Bonavitacola: la gente è stanca di sentire bugie” – ha detto la consigliera del M5S Valeria Ciarambino – aAnche sui rifiuti, per la Giunta De Luca va tutto bene, ma intanto la Campania paga 120 mila euro di multa al giorno . Sono trascorsi tre mesi di nulla e di silenzio dall’esplosione di uno scandalo che coinvolge direttamente la più importante società regionale in tema di smaltimento dei rifiuti tossici, interamente partecipata e dunque controllata dalla Regione, durante i quali da solo il Movimento 5 Stelle ha continuato a chiedere di portare in aula quella vicenda”. “Tutti sanno che io sono indagato su questa vicenda, ma indagato non vuol dire colpevole né tantomeno imputato: indagato vuol dire che stanno indagando su una serie di vicende e hanno ritenuto opportuno indagare anche su me. Io sono contento di questo perché chi non ha problemi non si deve preoccupare e, infatti, io non sono preoccupato di essere indagato” – ha detto il consigliere di FdI Luciano Passariello – che ha aggiunto: “ci sono alcune questioni incomprensibili in questa vicenda dell’inchiesta di Fanpage aperta quindici giorni prima delle elezioni con un forte attacco mediatico alla mia persona e nessun giornalista che mi abbia chiamato per sentire la mia versione” – ha affermato il consigliere Luciano Passariello (FdI), che ha aggiunto: “non capisco perché non si indaghi sul vero fatto, quelle gare a cui fanno riferimento all’interno dell’inchiesta sono false. Ho sentito parlare di inchieste e di telefonate e di appalti a 200 – 300 euro. Premesso che c’è un prezzo stabilito e non poteva essere diversamente, la cosa più aberrante che nessuno dice è che quella gara la potevano vincere soltanto due aziende perché in Italia esistono soltanto due cave che possono accogliere quei rifiuti. A quella gara in ogni caso avrebbe vinto una delle due; non poteva vincere nessun altro. Insomma è tutto falso ed è tutta una montatura, bisogna capire chi l’ha fatta e chi ne ha giovato nel periodo elettorale”. “Fallimento, risorse che si spenderanno e saranno tolte ai cittadini, rischio dell’ambiente, incapacità amministrativa”. E’ quanto ha affermato il capo dell’opposizione di centrodestra Stefano Caldoro , per il quale “il modello-De Luca della gestione dei rifiuti è fallito, quindi anche la competenza amministrativa non risolverà queste questioni. Siamo di fronte al rischio reale e forte di una crisi e ed una emergenza rifiuti che prima inizierà a colpire Napoli, come abbiamo visto, e poi si potrà pericolosamente estendere alle altre regioni. Noi siamo disponibili a discutere, come sempre, su modelli alternativi, realistici e possibili. Ci sediamo e, con l’indispensabile contributo dell’opposizione, si potrà vedere dove deve essere cambiato il piano e prendiamo atto che questo è fallito e le cose non hanno funzionato”. “Il precedente piano di Caldoro sui rifiuti non fallì per motivi politici ma perché gli inceneritori nel mondo stanno andando verso la dismissione visto che sono economicamente insostenibili senza aiuti statali e si produce sempre meno tal quale” – ha detto il capogruppo di Campania Libera, Psi, Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli durante il suo intervento – che ha anche sottolineato:  “nei primi tre anni di governo abbiamo lavorato per incrementare la raccolta differenziata arrivando ad essere oggi la prima regione del mezzogiorno e abbiamo superato anche diverse realtà del centro nord come la Liguria e la Toscana. Addirittura siamo la terza regione in Italia per il recupero della plastica. Nel settore dei rifiuti, e lo dico da ambientalista, non si può sempre dire no a tutto. Per questo al posto degli inceneritori bisogna sostenere gli  impianti di compostaggio che solo ignoranti o persone in mala fede possono definire discariche. Oggi paghiamo il livello più alto della tassa rifiuti perché la maggior parte dei Comuni non possono smaltire l’organico in impianti di compostaggio in Campania che invece vanno realizzati con determinazione come previsto nel nuovo piano per ridurre non solo le spese di smaltimento per i cittadini ma anche perché portano lavoro e risorse sui nostri territori. ”. Sull’ inchiesta di Fanpage, – ha aggiunto Borrelli – “ se è fondata e corretta, pagheranno tutti, se utilizzata strumentalmente in campagna elettorale, sarà lo stesso. Ma va sottolineato che si sono dimessi tutti i protagonisti di quella vicenda, che sono imperdonabili sul piano politico al di là delle responsabilità giudiziarie, e questo è stato un forte ed immediato segnale da parte del governo regionale”. “Delle cose di cui discutiamo oggi ci troveremo a discutere nelle Commissioni nei prossimi mesi e ci siamo trovati a discutere nelle Commissioni in Consiglio nei mesi scorsi – ha detto il Presidente della Commissione speciale Terra dei Fuochi, Gianpiero Zinzi – che ha aggiunto: “nel piano c’è scritto che la pianificazione del ciclo dei rifiuti si rifà ad un processo dinamico, ciò vuol dire che in base agli effetti prodotti dal piano è chiaro che sarà utile o meno rivedere l’approccio. Ritengo che quest’approccio vada rivisto e lo dico in ragione di alcuni fatti concreti a cui assistiamo. Intanto, parto dalla legge 14. È evidente che i risultati, frutto di quel tipo di approccio che nelle dichiarazioni dicono che i Comuni devono ritornare al centro della gestione, ma poi nei fatti questo non avviene. Gli EDA non partono, probabilmente non partono per una volontà stessa di chi guida di Enti d’Ambino perché l’assunzione di responsabilità nelle scelte non è propria di tutti gli amministratori e nei fatti le sue dichiarazioni rispetto alle quali la Giunta regionale e la Regione Campania non deve assumere scelte e posizioni relative alla gestione, diventano inconsistenti nel momento in cui è la Giunta regionale a predisporre tutta la pianificazione”. “Va aperta una riflessione perché questa mediazione con le Amministrazioni non l’ha fatta nessuno, voi non l’avete fatta perché non vi compete e non l’hanno fatta gli ambiti. Gli ambiti, dal momento che è previsto dalla legge, vanno commissariati perché a distanza di due anni dall’approvazione della legge è assurdo che la Giunta regionale non si assuma la responsabilità del funzionamento della norma stessa”.“Ribadisco quello che abbiamo detto prima: era necessario e indispensabile che fosse qui presente il Presidente De Luca a rispondere, ma non per togliere merito a lei, bensì perché il vero responsabile di questo fallimento è lui e, pertanto, doveva politicamente darci delle risposte” – ha detto la consigliera Maria Muscarà (M5S) – che ha letto la relazione “del dottor Michele Oricchio, Procuratore della Corte dei Conti, secondo il quale “il sistema politico e istituzionale di gestione dei rifiuti attuato in Campania è lontano da un assetto ottimale in grado di garantire ai cittadini e alle imprese una rete di servizi adeguata ai livelli di tassazione cui gli stessi sono soggetti. La gestione dei rifiuti dopo la cessazione dell’emergenza è grave quanto a inefficienze, sovrapposizioni e sprechi”.
“Per quanto riguarda il livello di raccolta differenziata, siamo appena al 51 per cento mentre il 65 era il limite definito nel 2012. Napoli purtroppo ha una situazione inqualificabile. Con i dati del 2016, perché quelli del 2017 sull’osservatorio non si vedono, siamo al 31 per cento con un tentativo ancora fallimentare di raccogliere l’umido nei cassonetti per strada. La Regione è colpevole in questo caso perché nei confronti dei comuni non mette in atto né le azioni premianti né le azioni punitive.
La consigliera Muscarà ha, quindi, illustrato alcune proposte del movimento per quanto riguarda la rimozione delle ecoballe, secondo il distretto del riciclo, il revamping degli Stir, il revamping degli impianti di depurazione, tutte cose che rimangono ancora in attesa.

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