Consorzio di Bonifica della Valle Telesina, in Aula interrogazione Consigliere Mortaruolo.

“Nel corso del Question Time di questa mattina, nella sede del Consiglio regionale della Campania, ho presentato un’interrogazione con la quale ho chiesto al Presidente della Giunta regionale di conoscere quali azioni s’intendono intraprendere per far fronte alle problematiche dei dipendenti del soppresso Consorzio di Bonifica della Valle Telesina e se s’intende ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale n. 202/2014 disponendo il trasferimento del personale dalla Gestione liquidatoria del soppresso Consorzio di Bonifica della Valle Telesina al Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano. Ho chiesto inoltre lumi in ordine al mancato appostamento nel bilancio 2018 delle somme sui Capitoli n. 3112 e n. 3120 relativi rispettivamente all’esecuzione della Ordinanza Consiglio di Stato 4482/2012 ed alla Gestione liquidatoria Consorzio Bonifica Valle Telesina”. Così il Consigliere regionale e Vicepresidente della Commissione Agricoltura della Campania, on.le Erasmo Mortaruolo. “Questa interrogazione – spiega Mortaruolo – depositata lo scorso 15 luglio al protocollo del Consiglio regionale nasceva anche dallo sciopero della fame avviato dallo scorso 9 luglio dal sig. Abitabile Ciro, componente del direttivo territoriale UILA Avellino-Benevento e dipendente della Gestione Liquidatoria del soppresso Consorzio di Bonifica della Valle Telesina, allocato presso la Comunità Montana dell’Alto Tammaro e del Titerno di Cerreto Sannita. Una forma estrema di protesta che ha generato profonda preoccupazione a tal punto che sono stato contattato anche da Sua Eccellenza Mons. Domenico Battaglia, vescovo della diocesi di Cerreto – Telese – Sant’Agata de’ Goti che mi ha sollecitato ad addivenire a un intervento risolutivo della Regione Campania in considerazione della drammatica situazione lavorativa ed economica”. La risposta della Regione Campania all’interrogazione è stata affidata all’Assessore alle Attività Produttive, Antonio Marchiello che dopo aver raccolto la relazione della Direzione Generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali ha rilevato che: “le vicende della soppressione del Consorzio Valle Telesina, della sua gestione liquidatoria, e del disposto trasferimento dei suoi dipendenti al Consorzio del Sannio Alifano, hanno occasionato un rilevante contenzioso instaurato presso ogni giurisdizione, civile, amministrativa, e finanche innanzi alla Corte Costituzionale. L’atteggiamento di contrarietà del Consorzio Sannio Alifano alla attuazione del trasferimento dei dipendenti del Consorzio Valle Telesina è continuato anche dopo la pronuncia dell’Alta Corte con ulteriore ricorso al Tar, il quale con ordinanza n. 1734 del 22/10/2014 precisava che “ la Regione Campania [deve] compiere la necessaria attività istruttoria specificata nella sentenza della Corte Costituzionale, da ritenersi propedeutica e strumentale all’adozione di provvedimenti amministrativi di attuazione della volontà legislativa, assicurando la più ampia partecipazione ai sensi della legge 7 agosto 1990 n. 241 al Consorzio ricorrente ed alle parti sociali interessate”. Al contempo la Giunta regionale, con deliberazione n. 176 del 03.04.2015, tra l’altro, in attuazione della previsione di cui all’articolo 3 della legge regionale n. 11/2012 ed in esecuzione della richiamata sentenza n. 202/2014 della Corte Costituzionale, disponeva il riassetto dell’organizzazione del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano e il trasferimento delle 13 unità di personale dalla Gestione Liquidatoria al Consorzio del Sannio. Con sentenza n. 1508/2016, che ha recentemente definito il ricorso proposto dal Consorzio avverso la deliberazione di Giunta n. 176 del 2015, Il Tar Campania ravvisava il difetto di istruttoria dei provvedimenti impugnati nella parte in cui l’Amministrazione regionale aveva individuato il numero e i profili delle unità da trasferire.
Nel maggio 2017 la Regione avviava quindi un nuovo procedimento chiedendo al Consorzio se fossero state apportate modifiche e/o correzioni all’organizzazione dell’Ente e alla pianta organica del personale rispetto alla documentazione trasmessa dallo stesso con nota n. 5653 del 10.10.2014.
I nuovi amministratori del Consorzio Sannio Alifano, nominati a seguito delle elezioni del gennaio 2017, a fronte dei continui solleciti dell’Amministrazione regionale si sono resi disponibili per trovare un percorso condiviso, precisando, però, che dall’attuazione del trasferimento delle 13 unità provenienti dalla Gestione Liquidatoria debba discendere la salvaguardia della funzionalità e delle finanze dell’Ente.
A tale scopo si sono tenuti diversi incontri tra la Direzione Generale Politiche agricole ed i vertici del Consorzio nei quali è emersa per il Consorzio la necessità che la legge regionale 11/2012 venga applicata evitando che l’Ente risponda della debitoria pregressa verso gli enti previdenziali che ancora oggi accompagna i dipendenti della Gestione Liquidatoria.
Inoltre, il Consorzio Sannio ha richiesto che il contributo previsto per il pagamento degli oneri dei dipendenti trasferiti non debba limitarsi ad un quinquennio ma deve essere esteso a tutto il periodo di servizio degli stessi ed ancora, che la Regione si faccia carico di finanziare la ristrutturazione e riattivare la struttura già sede dell’ex Consorzio della Valle Telesina.
E’ inutile dire che l’accoglimento delle richieste del Consorzio, per evitare l’instaurarsi di un ulteriore contenzioso, ed il superamento del temine per l’attuazione del trasferimento indicato dalla norma, richiedono una modifica della norma medesima.
In particolare, stando ai fatti, occorrerebbe attualizzare la norma e posticipare il trasferimento al 1° gennaio 2018, specificando, altresì, che la debitoria accumulata nei confronti degli enti previdenziali negli anni precedenti resta a carico della Gestione Liquidatoria e che il previsto contributo di euro 800.000,00 per gli anni 2012-2016 si trasforma in accompagnamento alla quiescenza per tutti i dipendenti. È evidente che l’ipotesi di trasformare il previsto contributo per il solo quinquennio 2012-2016 a quello di accompagnamento alla pensione comporta una lievitazione dei costi ed in particolare si passerebbe dai 4 milioni di euro a circa 6 milioni”.

“Tutto ciò – ha concluso l’Assessore Marchiello – è stato oggetto di un recentissimo incontro ove è stato possibile esaminare e valutare tutti gli atti afferenti la vicenda, con l’impegno di aggiornarsi a breve per dare seguito alla chiusura del procedimento con l’accoglimento di alcune delle richieste del Consorzio le quali renderebbero possibile il trasferimento del personale. È evidente che con la chiusura del procedimento ed il relativo trasferimento si dovrà provvedere anche allo stanziamento delle risorse relative al pagamento degli stipendi per l’anno 2018 che per fatti non addebitabili alla Direzione Generale Politiche Agricole non sono stati appostati nel bilancio gestionale del 2018. Relativamente agli anni precedenti, ed esattamente al 2016 e parte 2015, i fondi stanziati con le risorse appostate sui capitoli 3112 e 3120, sono stati nei rispettivi anni pignorati dai vari creditori ed allo stato sono all’attenzione del Giudice dell’esecuzione per la relativa assegnazione. Alla procedura esecutiva, che dovrebbe concludersi nel prossimo mese di ottobre, concorrono anche i dipendenti che a giusta ragione si sono insinuati nella procedura, vantando gli stessi un credito ‘privilegiato’ nei confronti della Gestione Liquidatoria”.

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