Contrada. Sviluppi nell’indagine sul ferimento di Federico Petrone

Si aggrava l’accusa nei confronti del giovane che il 9 gennaio scorso a Contrada (Avellino) ferì gravemente con un colpo di pistola un coetaneo per indurlo ad interrompere la relazione sentimentale che aveva con la sorella. Insieme ad altri due giovani, le cui responsabilità sono state individuate dall’inchiesta dei carabinieri coordinata dalla Procura di Avellino, dovrà rispondere di concorso in tentato omicidio pluriaggravato: il precedente capo di accusa era di lesioni aggravate. La vittima Federico Petrone, 20 anni di Serino venne affrontata da un 19enne, Gerardo Ciuci, che era con alcuni suoi amici e che dopo aver minacciato verbalmente il 20 enne – secondo la ricostruzione degli inquirenti – estrasse una pistola, legalmente detenuta da suo padre, puntandola alla testa della vittima: schiacciò il grilletto ma per fortuna l’arma si inceppò. Quindi, da distanza ravvicinata, fece di nuovo fuoco ferendo al torace il giovane. Questa l’accusa nei suoi confronti mentre Ciuci, nell’interrogatorio di garanzia, aveva spiegato di essersi difeso e di non aver puntato la pistola alla testa della vittima. Le indagini hanno confermato il ruolo attivo avuto nel raid punitivo di un 22enne e di un 23enne, entrambi di Contrada e amici di Ciuci. Il gip del Tribunale di Avellino ha disposto, per il primo, gli arresti domiciliari e per il secondo l’obbligo di firma. Confermati gli arresti domiciliari per Ciuci, in base al provvedimento emesso alcuni giorni dopo il fatto. Il giovane ferito venne sottoposto ad un delicato intervento chirurgico che gli salvò la vita.

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