Crisi Idrica: si amplia il fronte dei sindaci che protestano con l’Alto Calore.

Dopodomani, a Caserta, nella sede del distretto dell’Appennino Meridionale, è fissato un incontro tra Alto Calore servizi e Acquedotto Pugliese, per discutere della grave crisi che sta attanagliando il territorio servito dalla società di Corso Europa ad Avellino. Nell’attesa di questo incontro, in modo ufficioso, Acs e Acquedotto Pugliese sono arrivati ad un primo accordo, in modo ufficioso. Il gestore irpino- sannita ha avuto il via libera per poter contare su ulteriori 117 litri d’acqua al secondo per le sorgenti di Cassano, arrivando, complessivamente, a 867 litri al secondo, Un aumento di portata che dovrebbe venire incontro alle esigenze di gran parte dei 30 comuni sanniti che stanno pagando, con razionamento ed interruzioni, i costi più gravi di questa crisi. Non a caso,su questa vicenda, è stata aperta un’inchiesta, da parte della procura della repubblica di Benevento, ed i comuni, entro il prossimo 31 di agosto, dovranno inviare ai carabinieri tutta la documentazione relativa ai rapporti con l’Alto Calore,Oltre alle questioni giudiziarie, però, queste vicende sono oramai, strettamente, politiche. Monta la protesta in tutti i comuni che stanno avendo grandi disagi. In prima fila, è il sindaco di Montesarchio Franco Damiano. Il comune caudino, infatti, in ordine di quote è al quarto posto, dopo Avellino città, Ariano Irpino ed Ariano Irpino. Ebbene, da mesi, il primo cittadino ha ingaggiato un vero e proprio braccio di ferro con il management di Corso Europa. I tanti disservizi non sono più tollerabile, addirittura, palazzo San Francesco è arrivato ad acquistare, a proprie spese, dei pezzi di ricambio per garantire che l’acqua potesse arrivare nelle abitazioni dei cittadini. Damiano è perfettamente consapevole delle gravi vicende climatiche, ma, è anche certo di avere a che fare con una guida inefficiente ed inefficace della società per azione. Ringrazia gli agenti del territorio che fanno mille sacrifici, ma è più che pronto a qualsiasi iniziativa per mettere fine a questa gestione. Non esclude, ad esempio, il cambio di gestione, ma la fuoriuscita dalla società potrebbe provocare un aumento delle tariffe e non sarebbe giusto per i cittadini. Così, il contrasto alla gestione di Lello De Stefano continua dal punto di vista politico. Da notare che Damiano è un dirigente del pd, lo stesso partito del presidente dell’Acs, questo vuol dire che davvero sta succedendo qualcosa di importante. Naturalmente, solo con i 30 comuni sanniti, non riuscirebbe a rovesciare il management, ma non è detto che non si aggiungano anche diversi comuni irpini.

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