Dalla Camera via libera al Ddl Acqua. Scompare la formula “in via prioritaria”.

Via libera della Camera, tra proteste e bagarre in aula, alla proposta di legge sulla tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. I voti favorevoli sono stati 243, i contrari 129 e due gli astenuti. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Il testo della proposta di legge, modificato in commissione Ambiente e dell’assemblea, stabilisce che il servizio idrico integrato viene considerato un servizio pubblico locale di interesse economico generale assicurato alla collettività, che può essere affidato anche in via diretta a società interamente pubbliche, in possesso dei requisiti prescritti dall’ordinamento europeo per la gestione ‘in house’, comunque partecipate da tutti gli enti locali ricadenti nell’Ato (ambito territoriale ottimale).Modalità di affidamento per la quale, a seguito di un emendamento approvato dall’aula, è caduta la formula ‘in via prioritaria’. La caduta di questa formula ha sollevato le proteste del M5s e Sinistra italiana che dai banchi hanno esposto bandiere e striscioni con la scritta: “Acqua pubblica”. Di “tradimento” della volontà popolare parla il deputato di Possibile Pippo Civati.

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