Chi ha dato fuoco alla Mercedes dell’imprenditore di Cervinara sapeva della videosorveglianza.

Sono i carabinieri ad indagare sul rogo della Mercedes di proprietà di un imprenditore di Cervinara, coordinati dalla procura della repubblica di Avellino. Stanno cercando di raccogliere testimonianze e, magari qualche supporto visivo, per tentare di dare una svolta all’inchiesta. Ma, a quanto pare, chi ha agito sapeva cosa stava facendo. L’abitazione del commerciante dove era parcheggiata la Mercedes, distrutta dalle fiamme, è protetta da un impianto di allarme e relativa videosorveglianza. Ma, a quanto pare, dalle immagini del circuito non arriverà nessun aiuto agli inquirenti. Gli attentatori, infatti, hanno approfittato di alcune circostanze. La prima è che, proprio nel corso del fine settimana, il fratello del commerciante aveva provveduto a ripulire dalle erbacce il terreno di sua proprietà in via Rettifilo. Questo ha permesso a chi ha agito di poter penetrare senza dover passare per via san Marciano, Non solo, sempre per lo stesso motivo, hanno potuto cospargere di liquido infiammabile, forse, benzina, la parte dell’auto che non era coperta dall’occhio delle telecamere. Poi, sempre con il liquido infiammabile hanno creato una sorta di innesco a cui è stato dato fuoco, quando, praticamente, erano al sicuro. Insomma, le indagini dovranno basarsi su i vecchi metodi. E’ essenziale, però, che si arrivi ad un risultato, bisogna individuare chi ha agito e se lo ha fatto per conto di qualcuno. Ed allora confidiamo nelle forze dell’ordine e nella magistratura, per evitare che quell’attentato possa segnare una strada di non ritorno per Cervinara.

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