Davanti al gip Melone, Umberto Sferruzzi fornisce la sua versione dei fatti.

E’ comparso davanti al gip Roberto melone, Umberto Sferruzzi il 27 enne di Benevento in carcere da giovedi in quanto accusato dell’omicidio aggravato da futili motivi di Antonio Parrella di 32 anni morto all’ospedale Rummo. Umberto Sferruzzi ha proclamato la sua totale estraneità ai fatti contestati dal piemme Miriam Lapalorcia, offrendo una ricostruzione, del tutto opposta a quella degli inquirenti. Il 27 enne ha fatto riferimento solo ad un diverbio scoppiato tra il cantante che stava allietando la festa di compleanno, organizzata in un ristorante alla contrada Piano, e la vittima, escludendo la rissa. Ha sostenuto di aver visto Parrella, all’improvviso, prima correre, poi cadere lungo le scale, finendo con il volto sull’asfalto. Lui si sarebbe precipitato a soccorrerlo, ma sarebbe anch’egli caduto, procurandosi la frattura della gamba sinistra. A quel punto, un amico lo avrebbe aiutato: trasportandolo dapprima a casa, dove si sarebbe cambiato, quindi in ospedale. Una ricostruzione che stride con il quadro investigativo, secondo il quale Parrella è stato il bersaglio di un’aggressione compiuta da più persone che lo avrebbero colpito anche mentre era esanime nel giardino del locale. Dove era rimasto, una volta andati via tutti, per tre quarti d’ora, fino a quando la proprietaria della struttura ricettiva aveva dato l’allarme. Una ricostruzione quella degli inquirenti, supportata anche dalle immagini fissate dalle telecamere del ristorante.

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