De Luca: la Regione Campania è disponibile a trasferire il ramo d’azienda dell’EAV, denominato Valle Caudina, a RFI

Il Presidente della Giunta Regionale Vincenzo De Luca, a Telese, ha chiuso, la festa dell’Unità del Partito Democratico. L’ha fatto con un discorso dai toni alti. Muscoloso. Irruente. Sicuramente meriterebbe una riflessione, appropriata, che in questa sede, però, non ha cittadinanza. Ha cittadinanza, viceversa, il commento di una parentesi del suo discorso. Quella relativa alla Valle Caudina, alla ferrovia Valle Caudina. Egli ha dichiarato che la Regione Campania è disponibile a trasferire il ramo d’azienda dell’EAV, denominato Valle Caudina, a RFI. Ha detto anche che la decisione nasce in risposta alle richieste venute dal territorio. Buttata lì, all’interno di un discorso complesso, quella dichiarazione non assume il significato ed il valore che viceversa ha. Il trasferimento della tratta ferroviaria Valle Caudina dall’ EAV a Rete Ferroviaria, partecipata dello Stato italiano, non è semplicemente il tentativo di chiudere una questione sia economica sia sociale della Valle Caudina e della Città di Benevento. Importante ma di livello locale. Una tratta ferroviaria in piena efficienza, come potrà diventare entro qualche tempo l’attuale linea ferroviaria “ Valle Caudina” non solo risolve un problema sociale, trasportistico, che interessa Benevento, città, e la Valle Caudina. Anche economico, naturalmente. Quella infrastruttura sarà, a ben riflettere, una leva, decisiva, di sviluppo che spingerà la crescita non solo della Valle Caudina, intesa come una vasta zona del territorio provinciale, ma anche della città di Benevento e del suo hinterland. Ancora. Quella tratta consente alla provincia di Benevento di aprire un tavolo per lo sviluppo degli assetti ferroviari regionali e nazionali. Naturalmente molto dipenderà anche dal tipo di “ gestione” che sia Rfi sia Trenitalia riserveranno alla nuova acquisizione. Bisognerà lavorare perché sia Rfi sia Trenitalia considerino quella tratta come elemento capace di conferire un nuovo assetto alle infrastrutture ed ai servizi di trasporto del Sannio in un’ottica regionale, campana. Per i collegamenti Benevento Napoli. Ma anche interregionale, e, quindi nazionale per le relazioni che potranno rinverdirsi con Campobasso. Per un lato. Per l’altro. Nazionali. Per le relazioni che potranno attivarsi con l’Adriatico, medio e basso. C’è da lavorare sull’assetto infrastrutturale e dei servizi di rete ferroviaria italiana e Trenitalia relativi al ruolo del “ triangolo ferroviario” Napoli (Afragola, stazione dell’alta velocità quanto a Napoli Roma Milano e quanto a Napoli Bari, alta velocità) con Caserta-Benevento e l’Adriatico, medio e basso, ritorno su Napoli via valle caudina.
È questo un disegno molto impegnativo sul quale lavorare con decisione e sistematicità. Con la certezza che Benevento potrà ritornare centrale anche per il trasporto ferroviario, in via di forte crescita, quanto ai collegamenti veloci Adriatico, medio e basso, e Tirreno, confluenti su Napoli.
Naturalmente ora la prospettiva cambia. Non è secondare il trasferimento della Valle Caudina dall’EAV a Rfi; la prospettiva nuova è accelerare le procedure di trasferimento. Da una parte. E dell’altra. Lavorare su Ferrovie Italiane per spingere ad attivare un processo di valorizzazione non solo locale, regionale ma anche interregionale e nazionale della già Valle Caudina.

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