Del Vecchio: non vi erano le condizioni per il fallimento dell’AMTS

Come statuito prima dalla Corte d’Appello di Napoli ed ora dalla Corte di Cassazione, non vi erano i presupposti per dichiarare il fallimento dell’AMTS. Un primo riconoscimento va ai componenti del CDA e al Collegio dei Revisori dei Conti dell’AMTS che, dopo aver svolto il proprio lavoro con passione e competenza, hanno subito in questi anni una ingiusta mortificazione professionale e personale. A loro un ulteriore ringraziamento per aver difeso a proprie spese nel giudizio di legittimità la dignità e la sopravvivenza stessa di un’Azienda che non appartiene a questa o a quella Amministrazione comunale, ma alla storia stessa della nostra Comunità. È mio dovere ricordare e denunciare ancora una volta, infatti, che l’Amministrazione comunale del Sindaco Mastella decise di non costituirsi nel giudizio in Cassazione, rinunciando a difendere le ragioni dell’Azienda per pura convenienza politica, sperando nella conferma del fallimento da brandire come una spada contro i precedenti amministratori. Un buon Sindaco, quale ha dimostrato di non essere Mastella, per difendere la propria azienda e i lavoratori avrebbe aspettato l’esito del giudizio in Cassazione prima di affidare il contratto di servizio ad altra società privata e invece ha fatto l’esatto contrario. Ora l’AMTS è tornata in bonis ma non può avere il contratto di servizio perché affidato ad altri, dunque non ha di che vivere, con tutti i rischi per il futuro dei lavoratori, che prima avevano un posto sicuro ed oggi sono legati ai passaggi di cantiere. Complimenti! La verità è che nell’attuale Amministrazione, oltre alla sistematica delegittimazione di chi c’era prima, non c’è nient’altro, e le conseguenze le paga la Città.

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