Della salute della gente che vive a Cervinara, Rotondi, San Martino Valle Caudina e Roccabascerana, non frega niente a nessuno.

Il codice giallo, durante il tragitto, si può aggravare e può diventare rosso. E’ una delle regole fondamentali dell’emergenza e del soccorso. L’altra è quello di trasportare il ferito o l’ammalato nel posto più vicino per assicurargli interventi immediati. Sono protocolli validi in tutti i paesi civili ed anche in Italia, tranne che per i pazienti dei comuni della Valle Caudina irpina. Qui, in caso di codice giallo, chiamando il 118, i soccorritori sono obbligati a trasportare la persona che ha bisogno di cure all’ospedale di Avellino. Questo vuol dire impiegare circa un’ora,mentre quello di Benevento è distante poco più di quindici minuti., E’ una vergogna che continua da anni. Era stato creato un comitato, erano stati coinvolti illustri politici, ma è stato tutto inutile. Non vale a nulla spiegare le distanze, dire i pericoli che corre una persona che ha bisogno di soccorso durante il trasporto. Per quanto possa essere tempestivo l’intervento del 118, ad esempio, in caso di un ictus, durante il tragitto si può verificare una emorragia celebrale e rendere tutto inutile. Non resta altro da fare che prendere l’auto e cercare di farsi accettare al pronto soccorso dell’ospedale di Benevento con tutti i rischi che comporta questo tipo di soccorso. E’ una vergogna ed è una ingiustizia a cui nessuno sembra voler porre fine. Basterebbe davvero poco, ma, in realtà, della salute della gente che vive a Rotondi, Cervinara, San Martino Valle Caudina e Roccabascerana, non frega niente a nessuno, a cominciare da chi ci rappresenta.

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