Dissequestrato lo Stir di Pianodardine. Irpiniambiente va avanti con Piano di Emergenza.

Il tribunale del Riesame di Avellino, ha accolto il ricorso dell’avvocato Sergio Rando, che assiste il manager di Irpiniambiente, Nicola Boccalone. Al deposito rifiuti dell’area industriale di Avellino, erano stati apposti i sigilli dai carabinieri del Noe. Un’operazione che rientrava in un’inchiesta più ampia, condotta dalla Procura di Avellino nel territorio della Valle del Sabato. Per individuare le eventuali irregolarità in materia ambientale delle attività industriali della zona. Un’inchiesta nata anche sull’onda dell’attività di sensibilizzazione e denuncia dei comitati ambientalisti della Valle del Sabato. La notizia di questa mattina, può porre fine all’emergenza rifiuti che colpito, la scorsa settimana, 52 comuni irpini. Paesi nei quali è stata sospesa la raccolta dell’umido. Dopo che la Provincia non aveva rinnovato la proroga di utilizzo dello Stir di Pianodardine per la raccolta della frazione umida. La mancata firma di Palazzo Caracciolo era dovuta all’assenza del parere favorevole dell’Arpac. Ente deputato al controllo dei livelli d’inquinamento. E ora, per avere una nuova proroga, bisognerà attendere il parere del presidente della Provincia, Domenico Gambacorta. E poi, in caso di volontà positiva, l’esito della conferenza dei servizi. E, quindi, anche il parere dell’Arpac.
Intanto, la prossima settimana, si andrà avanti con il piano di emergenza di Irpiniambiente.

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