Domani al via gli esami di maturità.

E’ solo la prima prova ma da sempre è la più temuta. Domani, mercoledì 20 giugno prendono il via gli esami di maturità e si comincia con la prova scritta di italiano. I ragazzi avranno sei ore di tempo per elaborare il tema, rispetto alla traccia che verrà scelta. Non potranno consegnare prima che siano trascorse almeno tre ore. La cosa fondamentale è che gli studenti avranno come aiuto solo il dizionario della lingua italiana. Banditi cellulari, smartphone o tablet, pena l’annullamento della prova che vuol dire ripetere l’anno scolastico. Stessa cosa per chi viene pescato a copiare, magari avendo portato da casa qualche tema, con il vecchio metodo della cartucciera. Nonostante questo, però, in queste ore di vigilia, come sempre avviene, impazzano le indiscrezioni sulle tracce di domani. La più gettonata sembra essere quella che riguarda i 40 anni del rapimento e dell’assassinio di Aldo Moro, ma non mancano i 70 anni dell’entrata in vigore della nostra costituzione e, come sempre da qualche anno, una traccia sul fenomeno della nuova emigrazione. Sarebbe il caso di ribadire che mai queste indiscrezioni si sono rivelate esatte ma il web amplifica la notizia e fa sembrare tutto vero. Per sapere le tracce, però, bisognerà solo attendere domani, quando il presidente aprirà buste. Negli ultimi due anni, secondo gli esperti, i temi hanno tenuto conto la realtà alla quale si rivolgevano e sono stati apprezzati dai ragazzi. Ci auguriamo che questo trend possa continuare. La cosa importante, al di là delle indiscrezioni e della fuga di notizie, è quella di rimanere concentrati sulla traccia, cercare di non divagare ed essere semplici, incisivi e scrivere in un italiano corretto. Ci rendiamo conto, però, che questi consigli lasciano il tempo che trovano e quella che sta per arrivare sarà una notte insonne per tantissimi ragazzi. E’ stato e sarà sempre così perché la maturità è la prima vera, grande prova che loro si trovano ad affrontare. Una tensione che viene trasmessa anche ai genitori. Anzi, in tanti casi le mamme ed i papà sono ancora più apprensivi dei loro figli. Anche questo, però, si registra ogni anno, cambiano solo le generazioni.

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