Dopo la Brexit si annunciano tempi duri per gli Europei residenti nel Regno Unito.La nota di Franco Petraglia.

In Inghilterra(mia amata terra che mi ha ospitato per circa 10 anni) cominciano a manifestarsi dolorosi “mal di pancia” per gli europei residenti in quel Paese dovuti alla Brexit. Malgrado le assicurazioni ufficiose dei politici anglosassoni, la situazione non è ancora limpida. Non si sa ancora se il governo concederà gli stessi diritti di cui gli europei hanno goduto finora. In attesa di un chiarimento tardivo, molti si affrettano a regolarizzare la loro posizione di residenti ricorrendo a una domanda ufficiale molto complessa che si chiama “Permanent Residence”. La vera questione,però, è che molte categorie di cittadini rischiano di essere esclusi, in particolare chi non ha un’ attività fissa come studenti, disoccupati, casalinghe etc. Ciò perché c’è bisogno di un’assicurazione medica privata e tantissimi ne sono sprovvisti. Una mia zia residente a Brighton mi riferisce che serpeggia una vera e propria inquietudine dovuta a questa faccenda. L’altro problema non trascurabile: il vasto razzismo strisciante antieuropei: persone a cui si nega il mutuo o case in affitto o sentirsi chiedere la “permanent residence “da parte di enti pubblici. Mi auspico che il Primo ministro britannico, Theresa May, sappia vedere nella giusta luce e, da rappresentante di un Paese civile e di antica democrazia, conceda gli stessi diritti agli europei anche dopo la Brexit: per me una scelta infelice fatta dal popolo inglese.

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