Dopo le dichiarazioni di Ciampi sul ferragosto, insorgono le opposizioni.

Nadia Arace, Dino Preziosi, Stefano La Verde, Nello Pizza, Alberto Bilotta, Nicola Giordano, Modestino Verrengia e Lino Pericolo avrebbero voluto incontrare gli organi di informazione nell’Aula Consiliare: il Segretario Feola, così come afferma Dino Preziosi, però avrebbe vietato l’uso della sala «ledendo – spiega il riferimento delle opposizioni – il diritto di cinque consiglieri e tre capigruppo».
Ma veniamo ai fatti. Si parte dalle dure dichiarazioni di Nello Pizza, capogruppo di Avellino è Popolare: «Ciampi, con le sue dichiarazioni a mezzo social, ha intenzione di esporci al pubblico ludibrio, istigando iniziative contro la nostra persona. Pensare di esporre le nostre facce sui 6×3 per darci in pasto all’opinione pubblica, solo perché abbiamo esercitato il nostro diritto di consiglieri comunali, è un atto grave e mai verificatosi nella nostra della città. Potremmo pensare, quindi, di denunciare il Sindaco». L’avvocato, poi, chiama il Prefetto Tirone: «Adotti necessarie contromisure rispetto al clima di intimidazione ed odio che si sta creando. Ieri il consigliere Nicola Giordano è stato avvicinato e minacciato da uno spettatore dell’Assise. Speriamo – conclude Pizza – che possa prevalere il buon senso». «Sono indignato per l’atteggiamento anti-democratico del Sindaco, – tuona Dino Preziosi – chiedo che il Presidente del Consiglio Comunale si adoperi per riportare il ragionamento ed il dibattito nell’alveo della democrazia. Invece di offendere i consiglieri, Ciampi dovrebbe pensare alle promesse non mantenute, partendo dal Reddito di Cittadinanza Comunale che è stato uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale. Invito il Sindaco a tornare in sé e a dar poco spazio ai suoi dante causa romani». Nadia Arace, duramente apostrofata all’interno del post firmato da Ciampi, parla di «gesto gravissimo utilizzato per coprire un atto illegittimo. Noi abbiamo presentato una pregiudiziale non contro il Ferragosto, ma contro le forzature messe in atto dell’Amministrazione Comunale. Perché Ciampi non ha ritirato l’atto? Perché non lo ha approvato in Giunta? Così facendo avrebbe messo il Consiglio Comunale, a partire dal gruppo del Movimeno 5Stelle, davanti alla possibilità di essere responsabile di danni patrimoniali o economici. L’atto era illegittimo, la nostra pregiudiziale era fondata». La capogruppo di SiPuò torna, successivamente, sulla sfuriata social del Sindaco: «Così coltiva un clima di intolleranza che ricorda tempi bui della storia del nostro Paese. Non possiamo essere minacciati per aver esercitato il nostro ruolo, quali consiglieri comunali, controllo e proposta. Gesti simili tradiscono la volontà di restare attaccati alla poltrona. Pretendiamo le sue scuse, ma il saltare a piè pari il rapporto con il Consiglio per parlare alla pancia della città è un atto preoccupante. Noi, comunque, non ci faremo intimidire». Anche Stefano La Verde, unico consigliere del Partito Democratico a schierarsi a favore della pregiudiziale proposta da Arace e Popolari, sottolinea l’illegittimità della variazione di bilancio così per come è stata presentata in Aula Consiliare: «Si è rischiato di commettere un reato, ma il Consiglio Comunale nell’esercizio delle sue funzioni lo ha evitato. Nonostante tutto il Sindaco intende esporci alla pubblica gogna, ma intanto non spiega perché non ha approvato il provvedimento in Giunta». Poi il retroscena: «Ho chiesto a Ciampi – afferma La Verde – di convocare una Giunta ad horas per approvare l’atto, anticipando il mio voto positivo. “Non ho tempo”, ha risposto. Il Sindaco impari a rispettare la democrazia e la smetta di offendere i consiglieri o fare illazioni. Così facendo non rispetta la città che vorrebbe amministrare».

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