Emergenza neve: mezzo milione di euro spesi dalla provincia di Avellino.

Mezzo milione di euro per comprare il sale e per incaricare 45 imprese di spazzare la neve dai 1600 chilometri di strade provinciali. Si iniziano a fare i conti a palazzo Caracciolo, sede della provincia di Avellino, su quanto sia costata l’emergenza neve di queste due ultime settimane. L’Italia si è ricordata che esistono le province e, a loro, sono demandati compiti importanti, come appunto, la manutenzione delle strade e l’edilizia scolastica. Sono due punti centrali sull’opera di prevenzioni, di cui si predica tanto, dopo l’ennesima emergenza terremoto. Il paese fragile nel quale viviamo avrebbe necessità di intervenire su alcuni punti essenziali. Non farlo, vuol dire solo pagare un prezzo salatissimo, in termini di vite umane. Fondamentale, ad esempio, è mettere in sicurezza le scuole, fare in modo che siano antisismiche, ma come si può fare, se il governo ha tagliato, negli ultimi due anni e mezzo ben due miliardi e mezzo di euro di trasferimenti alle province. Stessa cosa vale anche per le strade. Non bisogno ricordarsi delle province solo per spazzare la neve. Le strade sono essenziali per portare aiuto in caso di calamità naturale di qualsiasi tipo. Se le arterie sono dissestate, è naturale che i soccorsi arrivino in ritardo. E’ dal 2014 che persiste questa incredibile situazione. Sono ben tre anni che le province devono essere cancellate, perchè giudicate enti inutili e pietra dello scandalo dello sperpero di denaro pubblico. Poi, ogni volta che avviene un’emergenza sono proprio questi enti inutili a dover intervenire per primi. Non solo, nella furia di cancellare le province, mai è stata avanzata una ipotesi seria su chi doveva prendere le sue competenze, una volta che sarebbero state abolite. Si parlava di regione e comuni. I cittadini delle aree interne della Campania sanno benissimo quanto la regione sia lontana dalle proprie necessità, mentre i comuni hanno bilanci ancora più esigui e soprattutto non hanno le professionalità adeguate per affrontare certi temi. Sarebbe necessaria un poco di serietà nella politica italiana, andare dietro ai populismi genera solo mostri. La politica e le istituzioni hanno un costo, le province sono necessarie per i nostri territori e bisogna tornare a fare in modo che siano organi democratici, eletti, e quindi, controllati dai cittadini.

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