Entrano nel vivo diversi processi al clan Pagnozzi.

toga_avvocatoEntra nel vivo a Napoli il processo nei confronti del clan Pagnozzi, che opera a cavallo delle tre province di Avellino, Benevento e Caserta, con propaggini in Napoli (zona S. Giovanni a Teduccio) e significativi interessi a Roma. Le accuse mosse dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sono quelli di associazione a delinquere di stampo famoso, cracking bancario, estorsione, turbativa d’asta, violazione alla legge armi. Il Giudice chiamato a verificare, in prima battuta, la validità dell’impianto accusatorio è il giudice dell’udienza preliminare, dott.ssa M. Aschettino. Sinora la ricostruzione accusatoria ha retto a fronte dei ricorsi formulati dalla difesa degli imputati innanzi al Tribunale della Libertà. Sono tuttora detenuti nell’ambito di tale procedimento Rame Andrea e Rame Anna Maria, ritenuti i direttori e gli organizzatori della associazione durante il periodo di detenzione di Pagnozzi Domenico, personaggio di primo piano del panorama camorristico, soprannominato ‘o professore. Sono stati raggiunti dalla misura carceraria anche l’imprenditore Cavaiuolo Salvatore, il commercialista Fiore Umberto, Silenti Ferdinando, nonché Moccia Maria Luisa. Oggi il Pubblico Ministero ha chiesto al giudice di rinviare a giudizio tutti coloro che non hanno optato per il rito abbreviato. La moglie del boss Rame Anna Maria, assistita dall’avvocato Dario Vannetiello, ha chiesto direttamente dalla casa di reclusione ove è detenuta, di essere giudicata con le forme del rito abbreviato, scelta seguita anche dal marito, nonché da Cavaiuolo, Fiore e Silenti. Mentre il rito abbreviato inizierà il giorno 27 novembre, oggi hanno concluso quasi tutti gli avvocati che compongono il collegio difensivo che difende gli imputati, i quali hanno scelto il rito ordinario. La decisione del G.u.p. con riferimento alla richiesta di rinvio a giudizio ci sarà all’udienza del 13 novembre, giorno nel quale termineranno le discussioni delle difese. Inoltre, va riferito che in data 13 novembre 2015 il G.u.p. conferirà un incarico peritale al fine di stabilire il contenuto di una intercettazione avvenuta in Roma nello studio del commercialista Fiore, ritenuta finora indiziante nei confronti di Cavaiuolo Salvatore, noto imprenditore nel settore delle slot machines, difeso dagli avvocati Vincenzo Maiello e Dario Vannetiello. Quindi, un mese di novembre caldissimo per la famiglia camorristica Pagnozzi in quanto il giorno 13 novembre a Roma prenderà il via il processo denominato “Camorra Capitale” che vede proprio Pagnozzi Domenico, quale imputato principale, accusato di aver trasferito nella Capitale metodi camorristici. Ancora, il giorno 18 novembre, sempre a Roma, innanzi alla Corte di Assise di Appello inizia il processo di secondo grado relativo all’omicidio del boss siciliano Giuseppe Carlino, in relazione al quale il professore in primo grado è stato condannato alla pena dell’ergastolo. Di tale omicidio ne parla anche il libro dal titolo “Suburra” da cui è stato tratto l’omonimo film, in proiezione proprio in questi giorno nelle sale cinematografiche. Vi è particolare attesa e curiosità circa l’impatto che avranno le tesi innovative, formulate dall’avvocato Dario Vannetiello, in materia di raccolta del reperto ed in materia di conservazione del reperto stesso. Al centro della condanna all’ergastolo vi sono principalmente le tracce del DNA di Pagnozzi Domenico rinvenute, dopo dodici anni dal delitto, in un fazzolettino di carta trovato dagli inquirenti all’interno dell’autovettura utilizzata dai killer.

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