Estorsioni e maltrattamenti in famiglia: assolto pregiudicato caudino per incapacità di intendere e volere

Negli ultimi due anni, Travaglioli Luigi, pregiudicato residente nel comune di S. Martino Valle Caudina, si era reso responsabile di numerosi episodi estorsivi e maltrattamenti in famiglia sfociati in una rocambolesca fuga per sfuggire all’arresto da parte dei Carabinieri della locale stazione.
Infatti, nel luglio scorso, l’uomo, nel tentativo di farsi consegnare del denaro per l’acquisto di alcolici, aveva minacciato i suoi familiari brandendo una grossa ascia ed un martello.
Dopo momenti di terrore, intuito che una pattuglia dei Carabinieri stava arrivando sul posto, si era dato alla fuga e, rintracciato dai militari della locale stazione dei Carabinieri, non aveva esitato a scagliarsi anche contro di loro. A seguito della furiosa colluttazione, uno dei Carabinieri intervenuti aveva riportato delle ferite agli arti inferiori. Solo nella tarda notte, gli agenti, riuscivano ad immobilizzarlo e trarlo in arresto con le pesanti accuse di estorsione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Nel corso del processo svoltosi con giudizio abbreviato, la difesa del pregiudicato irpino, rappresentata dall’avvocato Valeria Verrusio del Foro di Avellino, ha sollevato alcune importanti questioni giuridiche afferenti la incapacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dei fatti. Il P.M., inizialmente, in sede di conclusioni, aveva chiesto la pesante condanna ad anni 4 e mesi 6 di reclusione. Tuttavia, a seguito delle conclusioni formulate dalla penalista irpina, il Gup Avellinese -Dott. Giovan Francesco Fiore-, aveva disposto l’acquisizione della corposissima documentazione sanitaria prodotta dalla difesa tesa a dimostrare la incapacità del Travaglioli e, dopo aver nominato ed esaminato in aula un perito d’ufficio, ha condiviso la tesi difensiva, mandando assolto l’imputato da tutte le accuse per incapacità di intendere e volere al momento dei fatti.
Ora il Travaglioli, su concorde richiesta del P.M. e della difesa, è stato sottoposto in via provvisoria alla misura di sicurezza dell’obbligo di dimora presso una struttura sanitaria ove l’uomo potrà seguire un percorso terapeutico e di riabilitazione per tornare presto completamente libero .

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