Faida tra il clan de Rosa ed il clan D’Alterio-Pianese.

Innanzi alla Corte di assise di appello di Napoli, I sezione penale, presidente dott. ssa Monaco, a latere dott. Santaniello, è entrato nel vivo il processo relativo agli omicidi della faida del clan D’Alterio/Pianese e del clan De Rosa, omicidi che, tra il 2006 ed il 2008, insanguinarono Qualiano.
A scatenare la faida vi fu l’omicidio di Nicola Pianese detto ‘o mussuto, capo dell’omonimo clan.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, De Rosa Paride decretò la morte di Russo Pasquale, detto ‘o cartunaro e di Alderio Armando, detto ‘o scarpariello, colpevoli di aver ucciso Pianese Nicola, a cui era particolarmente legato. Mentre gli uomini coagulatisi intorno a D’Alterio Raffaela, la vedova di Pianese Nicola, detta ‘ a muciona, eliminarono Starace Carmine e Sarappa Antonio, rei di aver eseguito gli omicidi di Russo e di Alderio. In primo grado, il processo si è concluso con la condanna all’ergastolo per gli imputati, emessa all’esito di una lunghissima istruttoria dibattimentale svoltasi innanzi alla Corte di Assise di Napoli – sezione IV-, presieduta dal dott. Pentagallo, caratterizzata anche da forti scontri dialettici tra la difesa di De Rosa Paride, da un lato, e la Direzione distrettuale antimafia ed il collegio giudicante, dall’altro. All’udienza del 6 luglio Mallardo Luigi, difeso dagli avvocati Saverio Senese e Pasquale Pianese, ha confessato la sua partecipazione all’omicidio di Sarappa Antonio, mentre si è proclamato innocente rispetto all’omicidio di Starace Carmine. Oggi, è stata la volta del Procuratore Generale, dott. Ricci, il quale ha chiesto alla Corte di confermare la condanna all’ergastolo di Giacomelli Massimo, difeso dall’avvocato Beatrice Salegna, nonché confermare la condanna all’ergastolo inflitta a De Rosa Paride.
Alla luce della parziale confessione offerta da Mallardo, il Procuratore Generale ha chiesto alla Corte di concedere a costui le attenuanti generiche e, per l’effetto, di ridurre la pena dell’ergastolo in anni trenta di reclusione.
Le altre richieste di condanna sono state di anni 29 e mesi 10 per il pentito D’Alterio Bruno e di anni 15 e mesi 10 per il pentito Guadagno Vito.
Vi è molta attesa per l’esito del giudizio in quanto alla luce del pentimento degli elementi apicali del clan D’Alterio, sul territorio di Qualiano, sotto il profilo criminale, è rimasto il clan De Rosa, il cui capo “Pariduccio” è bombardato dalle dichiarazioni accusatorie di numerosi pentiti: Pianese Ciro, D’Alterio Bruno, Guadagno Vito, Chianese Giovanni, D’Alterio Michele, Solmonte Rosario, Cappiello Ciro, D’Arbitrio Salvatore, Di Mare Vincenzo.
Ed infatti, sono proprio i pentiti ad incastrare De Rosa Paride.
Lo accusano, infatti, di essere il mandante e l’esecutore dell’omicidio di Russo nonché il mandante dell’omicidio di Alderio .
Tra i pentiti spicca Pianese Ciro, imprenditore “prestato” alla criminalità, il quale ha dichiarato che, giorni prima dell’omicidio di Russo, De Rosa Paride aveva destato la curiosità nei suoi accoliti, anticipando che avrebbe posto in essere un’azione eclatante.
E così fu.
Infatti, il commando utilizzò per raggiungere il luogo ove era stato avvistata la vittima designata, Russo Pasquale, un’ambulanza.
Intercettato l’uomo da uccidere, l’ambulanza arrestò la corsa, il commando armato scese e fece fuoco, ingranò la marcia e si allontanò a sirene spiegate.
Secondo tutti i collaboratori di giustizia, De Rosa Paride “firmò” l’omicidio di Russo Pasquale sparando ai testicoli della vittima .
La ragione di tale gesto andrebbe ricercata nel chiaro scopo di punire la vittima, colpevole di avere avuto una relazione sentimentale con Raffaella D’Alterio, detta ‘ a muciona, moglie di Pianese Nicola ‘o mussuto, cui era fedelissimo affiliato De Rosa Paride prima di costituire il clan De Rosa.
Pariduccio, capo del clan De Rosa, non ha mai pensato di collaborare con la giustizia né di autoaccusarsi di alcun reato.
A cercare di reggere l’urto delle pesantissime accuse che lo vedono come mandante di numerosissimi delitti di sangue, un unico difensore, l’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli, la cui arringa è prevista, insieme alle altre, per il prossimo 7 settembre.

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