False generalità ai poliziotti che lo fermano. Assolto

Era stato fermato dagli Agenti della Polizia in via Scandone di Avellino alla guida di una Ford Focus.
Avendo la patente sospesa e non avendo i documenti di riconoscimento con sé, aveva ben pensato di fornire generalità false, ed in particolare di indicare quelle del fratello. E’ così che M.P., pluripregiudicato trentasettenne di Avellino, si vedeva rinviato a giudizio per il reato di False dichiarazioni ad un pubblico ufficiale sulla propria identità, reato punito con la reclusione da 1 a 5 anni. Nel corso della istruttoria dibattimentale è emerso, però, che uno degli Agenti intervenuti, ben sapendo chi fosse la persona fermata, aveva addirittura compilato i relativi verbali con le generalità esatte, non dando retta a quanto sostenuto dal pluripregiudicato in merito al proprio nome di battesimo ed al luogo di nascita. Proprio facendo leva su questa circostanza il difensore del pluripregiudicato, l’avvocato Rolando Iorio, ha evidenziato come in realtà le false attestazioni rese dalla persona controllata erano in realtà prive di qualsiasi valore ed effetto dal momento che gli Agenti ben sapevano di fronte a chi si trovavano, tanto da trascrivere correttamente il suo nome di battesimo nei verbali che venivano redatti in occasione del controllo. Il Tribunale di Avellino, in accoglimento della prospettata tesi difensiva, ha quindi mandato assolto il trentasettenne per la particolare tenuità del fatto commesso. Il Pubblico Ministero aveva invece chiesto una condanna ad 8 mesi di carcere.

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