Falsi call center per truffare Inps, in quattro arrestati

Call center inattivi creati solo per assumere fittiziamente dipendenti da licenziare per poi lucrare sull’indennità di disoccupazione. E’ quanto scoperto dall’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che ha portato all’arresto per truffa ai danni dell’Inps di quattro persone, per le quali il Gip ha disposto i domiciliari: si tratta di Carlo Bianco di 48 anni, Fabio Martino de Carles di 21 anni, Anthony Cocu di 31 anni e Antonio Monte di 43 anni. I quattro furono arrestati anche l’otto marzo del 2017, sempre nel giorno della Festa della Donna, e sempre per truffa, quella volta alle assicurazioni; si scoprì allora che usavano anche dei “picchiatori” armati di bastoni che cagionavano lesioni alle persone coinvolte nei finti incidenti per ottenere la necessaria certificazione medica da allegare alla richiesta di indennizzo. Il gruppo, guidato da Bianco, residente a Casal di Principe, era esperto in numerosi tipi di truffa; nell’indagine di oggi risultano indagate altre trenta persone, “teste di legno” cui sono state intestate le ditte non operative e falsi dipendenti. L’inchiesta, realizzata dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere e della stazione di Grazzanise, si è protratta con intercettazioni telefoniche e ambientali e l’acquisizione di copiosa documentazione; sono stati inoltre sequestrati e analizzati gli smartphone di alcuni indagati, in particolare di Bianco, cosa che ha permesso di ricostruire l’organigramma dell’organizzazione e le sue modalità operative. E’ così emerso che nel Casertano il gruppo che ruotava attorno a Bianco era dedito anche alle truffe all’Inps; in particolare è stata accertata la creazione di cinque falsi call center presso cui sono risultati assunti 96 lavoratori. Per rendere più verosimile la loro presenza, i responsabili delle aziende fittizie inviavano all’Inps le previste comunicazioni e i contributi, ma giusto per il tempo necessario per far maturare ai lavoratori il diritto alla Naspi, il sussidio di disoccupazione; i soldi arrivavano sui conti dei falsi dipendenti, e Bianco e soci li prelevavano avendo a disposizione la carta “postepay evolution” collegata al conto. Diverse le anomalie che hanno permesso agli inquirenti e all’Inps di scoprire il raggiro; i lavoratori dei vari falsi call center venivano licenziati tutti nello stesso giorno, nonostante le aziende fossero intestate a persone diverse, o la richiesta di indennizzo per gli addetti arrivava dallo stesso indirizzo. Alla fine l’organizzazione è riuscita a ricevere indennità per 48mila euro, ma altri sussidi per un valore di 320mila euro sono stati bloccati dall’Inps. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dai carabinieri nei comuni di Formia, Genzano di Lucania, Capua e Udine.

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