Falso medico beccato dalla Guardia di Finanza di Avellino.

I militari del comando provinciale della Guardia di Avellino hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal GIP di Avellino, Paolo Cassano, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino, nei confronti di un falso medico.
L’attività si inquadra nell’operazione di polizia convenzionalmente denominata “terapia d’urto”, avviata, nel giugno scorso, dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Avellino, a carico di una donna originaria della provincia di Caserta, all’epoca dei fatti residente in provincia di Avellino, indagata, a vario titolo, per esercizio abusivo della professione, truffa ai danni dello Stato e plurime falsità ideologiche e materiali. Secondo la ricostruzione della Finanza, nel corso del 2017, la donna è riuscita ad iscriversi all’Albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Avellino, producendo documentazione contraffatta, inducendo in errore la Commissione dell’Ordine professionale che, nelle more, aveva emesso il tesserino d’iscrizione, tuttavia mai ricevuto dall’indagata. Inoltre, tra il novembre del 2016 ed il maggio del 2017, il falso chirurgo era riuscita ad iscriversi ad un’associazione medica privata di Napoli ed a svolgere la professione medica presso una casa di cura convenzionata con il S.S.N., anch’essa napoletana, producendo una laurea in Medicina e Chirurgia e un’abilitazione professionale, poi, risultate false. Nei sette mesi di collaborazione con la clinica napoletana, la donna aveva normalmente assolto i propri compiti, durante i quali, tra l’altro, aveva effettuato controlli sanitari sui pazienti ricoverati, prestato cure mediche, compilato cartelle cliniche, prescritto e somministrato farmaci cd. “importanti” (antipsicotici, antiepilettici, ansiolitici etc.) e, in alcune occasioni, certificato il decesso di pazienti ricoverati. L’analisi delle centinaia di cartelle cliniche, predisposte e sottoscritte dal falso professionista, opportunamente comparata con le risultanze delle indagini economico-patrimoniali, ha permesso di rilevare le effettive presenze ed i relativi prospetti dei compensi che la casa di cura regolarmente corrispondeva, mediante bonifico su conto corrente personale dell’indagata. Sono finite sotto sequestro e acquisite nel fasciolo d’indagine della Procura la domanda di iscrizione all’Albo professionale; il certificato di laurea; l’attestazione del conseguimento dell’abilitazione all’esercizio della professione e il tesserino di iscrizione all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Avellino.

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