Fondi Ue: M5s, rischio stop per 480 cantieri in Campania

ciarambino valeria“Il 31 dicembre 2015 è il termine ultimo per presentare la certificazione delle spese di opere finanziate con i fondi europei. C’è il serio rischio che 480 cantieri di 420 comuni chiudano facendo ricadere costi e oneri sulle singole amministrazioni locali”. La denuncia è emersa nel corso di un seminario tecnico organizzato dal gruppo consiliare campano del Movimento 5 Stelle sulla programmazione e impiego dei fondi europei. “C’è un programma operativo – il commento del consigliere del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano, segretario della Commissione Fondi Europei – che si sta concludendo (2007-2013) e un altro che si sta avviando (2014-2020) e ambedue con le loro problematiche di applicazione rappresentano la cartina di tornasole delle esperienze politiche che stanno succedendosi qui nel Consiglio regionale e che coinvolgono anche il “nuovo corso” di De Luca, senza distinzioni”. “Abbiamo comuni che rischiano il dissesto finanziario – attacca il consigliere Cammarano – per progetti non conclusi a causa delle pratiche propagandistiche della giunta precedente che, con l’escamotage dell’accelerazione della spesa, li ha messi al muro, stritolati tra progetti iniziati e scadenze impossibili da rincorrere. Ma soprattutto per i “giochi di prestigio” del Consiglio regionale sotto il regime della Giunta Pd, segnalatosi per l’assoluta assenza di programmazione per quanto riguarda le politiche sociali, di sostegno alla povertà, di promozione dell’inclusione sociale e della lotta alla discriminazione motivo per il quale, non sarà possibile accedere ad alcuni capitoli del nuovo programma”. “Oggi per la prima volta, non era mai accaduto, abbiamo spalancato le porte della Regione Campania – spiega Valeria Ciarambino, presidente della Commissione regionale Trasparenza e capogruppo in Consiglio Regionale del Movimento 5 Stelle – con un seminario sulla programmazione e impiego dei fondi europei rivolto ad amministratori e cittadini. E’ una materia complessa che non dev’essere solo ad appannaggio degli esperti e del ceto burocratico ma soprattutto di chi vive il territorio e amministra. La situazione emersa è a dir poco tragica. La Campania pur figurando tra le regioni con il Pil ma soprattutto con il prodotto procapite tra i più bassi d’Europa – denuncia la Ciarambino – non riesce a programmare e impiegare tutti i fondi in progetti seri con obiettivi misurabili. Se non c’è un cambio di rotta profondo – conclude Ciarambino – nessuno sviluppo potrà avvenire in Campania”.

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