Fumata nera per emergenza rifiuti, domani nuovo vertice in prefettura.

Ancora nessuna soluzione per l’emergenza rifiuti esplosa da più di una settimana in 58 comuni, tra cui Avellino, e legata alla trasferenza dell’umido. Nel confronto svoltosi questa mattina in Prefettura, i sindaci dei tre comuni in cui insistono le aziende private a cui la società IrpiniAmbiente si è rivolta sinora senza risultati, Serino, Montefredane e Manocalzati, hanno detto ancora una volta no, precisando – ma non tutti – che la solidarietà dei loro territori arriverà solo se il carico di rifiuti verrà diviso, con uno sforzo da parte di tutti, e ci saranno tempi certi e procedure chiare per uscire rapidamente dall’emergenza. Del resto, le stesse aziende private in questione, Defiam, Fir e Dentice Pantaleone, non hanno sciolto le proprie riserve, in particolare la prima, che non è interessata. Se l’emergenza resta, domani ci sarà un nuovo tavolo in Prefettura (ore 10) con la partecipazione dell’Arpac, che dovrà dare il suo parere sugli impatti ambientali, il progetto di lungo periodo che dovrebbe servire per tornare progressivamente alla normalità non esiste. L’amministratore unico della società provinciale «IrpiniAmbiente», Nicola Boccalone, lo ha chiarito senza tergiversare: «Navighiamo a vista. La società lavora da un anno in una situazione normativa particolare, non ha fruito della proroga presente annualmente nel Milleproroghe, e l’ultima legge della Regione ha aumentato la confusione». In questo contesto, Boccalone ribadisce che l’azienda non ha potuto programmare. L’unica possibile soluzione, insomma, secondo IrpiniAmbiente resta l’adeguamento dello Stir, sul quale però i sindaci della Valle del Sabato sono fermamente contrari.

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