Il fuoco brucia la vegetazione ed escono i cimiteri di amianto.

Non bruciano solo le montagne. Tanti roghi vengono appiccati anche a Valle, dove, la maggior parte dei terreni sono incolti. Nelle nostre zone, solo pochissime caparbie persone, infatti, continuano ad investire in agricoltura. Questi incendi stanno facendo emergere in fenomeno che, forse, negli ultimi tempi abbiamo un poco sottovalutato, quello dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Dopo gli incendi, infatti, emerge uno spettacolo ancora più raccapricciante e pericoloso, quello, ossia, di una massa di rifiuti che la vegetazione teneva nascosta. Ed, in alcuni casi, come in contrada Separone ad Airola, spunta il pericolosissimo amianto. Proprio questa mattina, infatti, gli agenti del comando della polizia municipale, agli ordini di Serafino Mauriello, sono intervenuti in quell’area che ieri è stata interessata da un incendio. E, purtroppo, hanno constatato la presenza di materiale di amianto, cosa che non era visibile prima, quando la vegetazione era folta e rigogliosa. Ora, il proprietario dovrà provvedere, a sue spese, alla rimozione del materiale che ha un costo non certo di poco conto. Ma quello di Airola non è l’unico caso, queste minidiscariche stanno spuntando un po’ dappertutto, anzi, in alcuni casi alimentano anche il fuoco. E questo avviene anche in montagna. Oltre al fumo della combustione di arbusti, già di per se molto pericoloso, nell’aria si sprigionano anche questi vere e proprie nubi tossiche. Si tratta di un problema vero che ora sta emergendo, ma noi abbiamo sempre denunciato. Tante zone della Valle Caudina, infatti, vengono prese di mira da untori piccoli e grandi. Smaltire il materiale di risulta o l’amianto ha dei costi che molte imprese non vogliono mai sopportare, così preferiscono gettare questi veleni su i nostri monti o nelle nostre campagne. Alle imprese disoneste si uniscono anche tanti cittadini che si scocciano di fare la raccolta differenziata e la mattina si esibiscono nel lancio del sacchetto. Poi, sono i primi a lamentarsi quando si sprigionano gli incendi e quando questi nubi tossiche minacciano la salute nostra e quella dei bambini. Intanto, ora a pagarne le spese sono i proprietari dei terreni incolti che dovranno sobbarcarsi i costi dello smaltimento.

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