Gambacorta e Ricci non più ricandidabili alla presidenza delle Province di Av e Bn

Domenico Gambacorta e Claudio Ricci, gli attuali presidenti delle province di Avellino e Benevento, non si potranno ricandidare a questa carica. Il primo perché in scadenza dal mandato da sindaco di Ariano Irpino, dove si vota nel 2019, il secondo in quanto non è più primo cittadino di San Giorgio Del Sannio ma è consigliere di minoranza. Il prossimo 31 di ottobre, sindaci e consiglieri comunali dei centri di Irpinia e Sannio tornano alle urne per il rinnovo degli organi che guidano le province. Lo ha stabilito il decreto mille proroghe che ha accorpato le due votazioni di presidente e consiglio. Dal 2014, infatti, le province sono diventate organi di secondo grado, ossia, i vertici apicali non vengono più votati dai cittadini. Doveva essere un fatto transitorio, in vista del referendum costituzionale per la loro abolizione che poi è stato bocciato e le cose sono rimaste così. Il presidente è diventato un organo monocratico, funge anche da giunta, e resta in carica quattro anni, mentre il consiglio è un mero strumento di controllo che deve essere rinnovato ogni due anni. Il governo, con il decreto mille proroghe, ha accorpato le due votazioni. Per il presidente, infatti, si sarebbe dovuto votare il 20 ottobre e dopo poco più di un mese, il 27 novembre, ci sarebbe stato il rinnovo del parlamentino. Così, subito dopo la pausa estiva, si apre una partita importante per i due territori. E’ vero, infatti, che questi enti sono stati svuotati di molti poteri ma restano in capo a diverse funzioni di straordinaria importanza, basti pensare all’edilizia scolastica e alla viabilità. A differenza del 2014, però, il quadro politico è abbastanza frastagliato e fare una previsione di chi possa essere eletto presidente è abbastanza complicato. Quattro anni fa, infatti, i due comuni capoluogo, i cui sindaci e consiglieri hanno una sorta di golden share per l’elezione con il voto ponderato, erano a guida democratica, Nonostante questo, però, ad Avellino per punire l’allora sindaco della città Paolo Foti, già in rotta con la sua maggioranza, gli fu preferito il primo cittadino di Ariano Irpino di Forza Italia Domenico Gambacorta, Non ci furono sorprese a Benevento, dove, però, ora governa una giunta guidata da Clemente Mastella, che è tornato in Forza Italia non a caso, la moglie è stato eletta al senato con il partito degli azzurri. E’ molto difficile fare una previsione per entrambe le realtà. Ad esempio, il partito democratico nel comune di Avellino ha ancora la maggioranza dei seggi, ma non può certo candidare il sindaco che è del movimento cinque stelle. Dovrebbe cercare il candidato tra i comuni più piccoli e non sarà semplice farlo digerire ai litigiosi consiglieri democratici del capoluogo. Ma solo un sindaco può essere eletto presidente della provincia, la norma è chiara. La circostanza che il presidente uscente non può essere ricandidato espone anche il centro destra, ad una sorta di salto nel buio. Anche perché Domenico Gambacorta, in questi quattro anni ha costruito solidi rapporti con sindaci e consiglieri di tutti i comuni, nonostante la loro appartenenza politica. Anche a Benevento, la situazione non è certo chiara. Il partito democratico non guida più palazzo Mosti ma è leader in quasi tutti i comuni più grandi della provincia. Insomma, sarà una campagna elettorale a tutti gli effetti e guai a chi sbaglia candidato.

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