Di giorno e di notte si bruciano sterpaglie, è impossibile respirare. Lettera aperta al Sindaco di Cervinara.

Gent.le Sindaco
Desidero portare alla sua conoscenza la seguente situazione:
Con l’arrivo dell’estate comincia la malsana abitudine di bruciare le sterpaglie (rami,foglie secche, residui vegetali ecc..) per ripulire in modo “fai da te” i giardini delle proprie abitazioni.
E’ ciò che fanno in molti: fare pulizia nei propri giardini tagliando i rami morti degli alberi, sistemando le siepi e quant’altro e producendo un bel po’ di ramaglie da eliminare. Poi adottare il metodo più veloce per smaltirle: accedere un bel fuoco per bruciarle.
A causa di ciò spesso, oltre al rischio di originare disastrosi incendi, si finisce letteralmente per “affumicare” le abitazioni circostanti causando non solo un notevole fastidio ma altresì anche un danno rilevante alla salute degli propri vicini.
Non tutti sanno, però, che bruciare rami e sterpaglie di ogni genere è ora un reato penalmente punibile e, quindi, oltre al rischio di una azione civile di risarcimento del danno esperibile in base all’art. 844 del codice civile che contiene il cosiddetto “divieto di immissioni”, colui che malsanamente provvede a bruciare le proprie ramaglie sarà passibile anche di denuncia penale.
Mentre in precedenza, la materia era lasciata alla regolamentazione dei propri Comuni, che nella maggior parte delle zone abitative prevedevano il divieto di accendere fuochi solamente durante il periodo compreso tra il 15 giugno e 15 ottobre di ogni anno e, per i trasgressori stabilivano una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra € 51,00 ed € 258,00, adesso il divieto di bruciare sterpaglie, ramaglie e vegetazione secca in genere è valido sempre ed è diventato reato penale oltre a prevedere una sanzione amministrativa di € 2.600,00 certamente non trascurabile.
La norma di riferimento viene data dall’art.13 del D.Lgs. 205/2010, che modificando l’art. 185 del D.Lgs. 152/2006, stabilisce che “paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericolosi…”, se non utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente o mettono in pericolo la salute umana devono essere considerati rifiuti e come tali devono essere trattati.
Bruciare in modo arbitrario rami, foglie secche e quant’altro si configura, quindi, come illecito smaltimento dei rifiuti sanzionabile penalmente oltre che amministrativamente ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs 152/2006 (attività di gestione di rifiuti non autorizzata).
In base a tale articolo verrà punita la condotta di colui che effettuerà una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione di cui agli articoli 208, 209, 210, 211, 212, 214, 215 e 216 con: la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro se si tratta di rifiuti non pericolosi; la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro se si tratta di rifiuti pericolosi. Pertanto, qualora necessitiate di ripulire i vostri terreni o giardini, si consiglia, per non incorrere in sanzioni, di: Depositare le ramaglie nei contenitori, se in piccolissime quantità;
Conferirli nelle discariche pubbliche; Acquistare un trituratore degli scarti vegetali e spargerli poi sul terreno rendendoli così un composto organico concimante.Attenzione quindi a bruciare arbitrariamente ramaglie e foglie secche perché potreste essere passibili di una denuncia penale oltre che di una “salata” sanzione amministrativa.
Certo che in relazione all’oggetto ,Lei e l’amministrazione prendiate I dovuti provvedimenti .La ringrazio anticipatamente.
La lettera è a firma di Andrea Valente.

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