Gli ammortizzatori elettorali. La nota di Mezzogiorno Nazionale.

Nel clima di grande conformismo, sta passando sotto silenzio la vicenda della Gesesa, la società che si occupa del governo di un bene pubblico e di un servizio essenziale.
Sia il vecchio sindaco che il nuovo si sono mossi, pur se in momenti diversi, in perfetta continuità.
Il primo ha riconosciuto, a urne aperte, con disinvolta tempestività, una sorta di indennità di “disoccupazione consiliare” a due candidati non rieletti, nominandoli nel cda.
Il secondo, appena eletto, con inusitato decisionismo, ha riconosciuto, con l’incarico di presidente, una sorta di premio di “produttività elettorale” a chi, solo qualche settimana prima, si proponeva, addirittura, quale candidato sindaco alternativo. E’ evidente che ci troviamo di fronte ad un’operazione trasformistica e clientelare, che non ha nulla a che vedere con il merito, con la professionalità e la competenza. Perché quel che conta è l’adattabilità, la capacità di controllo del capitale elettorale, da collocare secondo opportunità e convenienze. Sicchè, si può passare dalle aree industriali ai servizi idrici, a quant’altro, …. laddove ti porta la mobilità elettorale. Il nuovo corso somiglia al passato. D’altra parte, non poteva che essere così. Mentre tutto questo accade, le “nuove” forze d’opposizione discettano di pubblicizzazione o di ri-pubblicizzazione dell’acqua, in una sorta di fuga ideologica dalla realtà e dalla responsabilità. Opposizione annacquata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*