Gran Fondo del Titerno: una straordinaria occasione per scoprire territorio incontaminato.

gran fondo titernoLa gara ciclistica Gran Fondo del Titerno, terza tappa del Campionato regionale amatoriale promosso dalla FCI – Campania, in programma il 30 agosto con partenza da San Lorenzello, che toccherà anche i Comuni di Faicchio e San Salvatore, è una straordinaria opportunità per scoprire un territorio caratterizzato da bellezze naturalistiche incontaminate, suggestivi paesaggi montani ed un ricco eco-sistema fluviale. Ma la Valle del Titerno è anche un comprensorio dalle numerose attrattive storiche, architettoniche, artigianali ed enogastronomiche.

Particolarmente apprezzata è la produzione di ceramiche tipiche di San Lorenzello, che insieme a quelle di Cerreto Sannita, ha origini antiche ed è riconosciuta dal Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato come “ceramica artistica tradizionale” e dal 2001 è regolata da un preciso disciplinare approvato dal Consiglio nazionale ceramico. Tra i prodotti della terra di particolare qualità c’è l’olio extravergine di oliva di San Lorenzello, centro che aderisce all’Associazione nazionale città dell’olio. Come dimenticare poi i rinomati vini dei colli del Monterbano e il Nirvana, liquore tipico laurentino a base di erbe officinali. Tra le specialità gastronomiche di San Salvatore Telesino due tipi di frittelle: i “vanti”, a forma di listarelle intrecciate e lo “struppolo”, tondeggiante ed oblungo.

Per chi volesse effettuare qualche escursione, recandosi lungo la via Regia, sulle sponde del fiume Titerno troverà il Parco di San Sebastiano che da diversi anni ospita la “Città dei dinosauri”, un parco didattico con una estensione di oltre 10.000 m². All’interno della Città dei dinosauri si possono ammirare quindici riproduzioni in vetroresina di dinosauri in grandezza naturale poste in una ambientazione suggestiva.

A Faicchio, invece, si segnale il castello normanno che venne costruito nel XII secolo per volere dei conti Sanframondo in una posizione strategica fra i monti Acero e Gioia, in una postazione elevata rispetto al corso del fiume Titerno. Tra il XV e il XVI secolo i Monsorio sottoposero l’edificio ad un’importante ristrutturazione che gli conferì l’attuale aspetto, prendendo spunto da Castel Nuovo a Napoli.

La vetta di monte Acero è cinta da circa tre chilometri di mura megalitiche di età osco sannita (VI secolo a.C.) che costituivano la cosiddetta “Arce di Monte Acero”, una fortezza usata dai sanniti per le sue importanti funzioni di avvistamento. Le mura sono costituite da grossi massi di pietra squadrati e disposti a secco. La parte meglio conservata è quella lontano dai sentieri e che corre verso la parte meridionale della montagna.

Nel territorio di San Salvatore, in direzione di Telese Terme, di grande interesse è l’area archeologica di Telesia, una città sannitica sorta in una fertile pianura alla confluenza del fiume Calore con il Volturno, in una posizione chiave del sistema viario del Sannio meridionale essendo posta a metà strada tra Capua, Benevento e Venafro. La città, distrutta e ricostruita più volte, sopravvisse sino al terremoto del 1349 quando la comparsa di esalazioni dannose di tipo vulcanico e di acque stagnanti ne provocarono la rovina. Della città si notano ancora oggi numerosi ruderi sparsi ai due lati della strada provinciale. Imponenti alcuni tratti delle mura ancora con rivestimento in opus reticulatum. In campagna sono siti i resti delle terme, del teatro e dell’acquedotto lungo sei miglia e che portava a Telesia le acque dei monti di Cerreto Sannita. Nel 2010 presso l’Abbazia di San Salvatore è stata aperta una raccolta museale che raccoglie pregevoli reperti archeologici rinvenuti fra i resti di Telesia.

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