Guardia Sanframondi. I “battenti” a sangue chiudono i Riti Settennali

Quando nel Santuario della Madonna dell’Assunta si è udito forte il grido “Fratelli, forza e coraggio. In nome di Maria, battetevi!” centinaia di penitenti hanno cominciato a percuotersi il petto con la spugna chiodata per dare inizio alla processione che ha concluso i “Riti Settennali di Penitenza” a Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento. Circa mille sono stati i “battenti” che si sono percossi per penitenza, tra loro anche diverse donne. Altre tremila persone hanno fatto da figuranti inscenando i ‘Misteri’, rappresentazioni sacre tratte dalla Bibbia, dalla vita dei Santi, dal catechismo e dalla storia della Chiesa, che hanno coinvolto giovani, anziani e bambini. Insieme a loro hanno sfilato i “battenti”, penitenti incappucciati che indossano sai bianchi e si percuotono il petto, fino a farlo sanguinare, con una spugna di sughero da cui fuoriescono punte di spilli. Figuranti e “battenti” hanno dato vita alla processione generale percorrendo vicoli e vicoletti del centro storico di Guardia Sanframondi per circa otto ore. Ad aiutarli anche decine di ‘disciplinanti’, incaricati di far rispettare il regolare svolgimento della processione, muniti di bottiglie di vino bianco che serve a bagnare le spugne irte di spilli per non far coagulare il sangue. Il rito penitenziale risale a quattro secoli fa, quando l’ immagine della Madonna Assunta cominciò a essere portata in processione in occasione di eventi calamitosi, come guerre e carestie. Dopo la seconda guerra mondiale, i Riti hanno assunto una cadenza settennale. Così, da oltre mezzo secolo, ogni sette anni la manifestazione richiama nel Sannio anche migliaia di emigrati, soprattutto dagli Stati Uniti d’America, Australia e Germania. Oggi, sfidando il caldo torrido tantissime persone circa 100 mila, secondo gli organizzatori, hanno assistito alla processione, ripresa anche da reti televisive estere, e da migliaia di telefonini nonostante l’ordinanza del sindaco di una settimana fa ne vietava l’utilizzo “allo scopo di agevolare la partecipazione ai riti settennali di penitenza in onore dell’Assunta e consentire il dovuto raccoglimento e la preghiera personale e collettiva”. L’ordine pubblico, coordinato dalla questura di Benevento, ha impegnato circa mille uomini, tra agenti di polizia, carabinieri, protezione civile, volontari, medici e paramedici. Un servizio reso ancora più complesso dalle nuove disposizioni del ministero dell’Interno contro il terrorismo tanto da indurre gli organizzatori a bloccare le auto nei comuni limitrofi, che hanno funzionato da “filtro”, e raggiungere Guardia Sanframondi a bordo di apposite navette. “Tutto è filato liscio – ha commentato il questore di Benevento Giuseppe Bellassai – e anche i circa cento interventi sanitari, dovuti a malore per il caldo, ha funzionato perfettamente, come da protocollo”. Al termine dei riti la statua della Madonna dell’Assunta è stata riposta nel Santuario, dove sarà vegliata dai fedeli giorno e notte fino a quando verrà richiusa dietro una lastra di vetro per essere esposta nuovamente e portata in processione nel 2024.

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