I Botti di fine anno, un rito tanto luminiscente quanto incivile e pericoloso. La nota di Franco Petraglia.

Miei carissimi amici napoletani, chi vi scrive è uno che ha vissuto nella vostra/mia stupenda Napoli per oltre un quarantennio e quindi conosce bene i vostri usi e costumi, ma soprattutto il vostro spiccato sentimento di amore-accoglienza e grande attaccamento alla città. E proprio per questo forte legame che nutriamo per la metropoli che voglio rivolgervi un accorato appello, lo stesso che il sindaco de Magistris ha rivolto ai cittadini alla vigilia di ogni fine anno, rimasto, ahimè, quasi del tutto inascoltato. Vi esorto a non perpetuare questo rito tanto luminiscente quanto incivile e pericoloso: fuochi artificiali proibiti che lasciano, per morti feriti, un segno indelebile nel cuore e nella mente di tante famiglie . E poi, non dimentichiamo il numero eccessivo di interventi dei vigili del fuoco, in gran parte per spegnere gli incendi di auto e rifiuti. Danni ingenti che ci portiamo sulla nostra coscienza e nei nostri budget comunali-regionali. Incoscienza, questa, che supera i limiti del sopportabile. Rendiamoci conto, una volta per tutte, che i napoletani e la città hanno seri e atavici problemi socio-economici(dilemma della spazzatura, disoccupazione, disagi vari) e quindi tutto questo stupido folclore(almeno in parte) può e deve essere evitato in nome di un’etica che viene costantemente conculcata. I gesuiti dicevano:”Nisi caste, saltem caute”(Se non vuoi essere casto, sii almeno cauto). Spero che il mio appello non resti una “vox clamantis in deserto”.

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