I Papi ed il Sannio di mons.Pasquale Maria Mainolfi.

Un rapido viaggio nella memoria ci permette di cogliere immediatamente la storia gloriosa della Chiesa Beneventana e la vocazione culturale del nostro territorio sannita. Il Sannio ha una storia lunga quasi 30 secoli con vicende di grande importanza: la sconfitta dei Romani ad opera dei Sanniti alle Forche Caudine nel 321 a.C., la vittoria di Roma su Pirro nel 275 a.C., la battaglia tra Carlo D’Angiò e Manfredi di Svevia “in co del ponte presso a Benevento” (Dante, canto III del Purgatorio). Benevento, regina del Sannio, alla confluenza dei fiumi Sabato e Calore, l’influsso osco-sannitico e poi l’ingresso nell’orbita romana. La sconfitta di Pirro, re dell’Epiro, fece mutare l’antico nome Maleventum nel più beneaugurante Beneventum. Colonia romana, importanza della via Appia, regina delle strade verso Oriente, e della via Traiana, edifici e monumenti di gran valore storico-artistico come l’Arco di Traiano del 114 d.C., il Teatro Romano e il Ponte Leproso, entrambi di fine II secolo, il culto a Iside diffuso da Domiziano nell’88 d.C. con i monumenti ora custoditi nel Museo del Sannio, l’obelisco di piazza Papiniano e il Bue Apis in viale San Lorenzo, fanno di Benevento uno straordinario museo all’aperto. Dopo la caduta dell’impero romano, Benevento e il Sannio assurgono a nuova gloria sotto la dominazione longobarda. Principato nel 744 sotto Arechi II, con la chiesa di Santa Sofia ed annesso chiostro con abbazia benedettina, scriptorium con scrittura beneventana e canto beneventano. Teodorata, moglie del duca Romualdo, e la conversione dei longobardi al cattolicesimo. Il lungo dominio dello Stato Pontificio con un feeling durato 800 anni, fino al 1860, quando Benevento, occupata da Garibaldi, è annessa al Regno d’Italia. Dal marzo 1838 al luglio 1841 vi abita come delegato pontificio Gioacchino Pecci, futuro Leone XIII, il Papa della Rerum novarum. La cattedrale del VII secolo con la Janua Major, capolavoro romanico del XII-XIII secolo. Poi la cultura col Seminario fondato subito dopo il Concilio di Trento, nel 1567 dal Cardinale Giacomo Savelli, il Pontificio Ateneo teologico-giuridico del 1899 e, nel 1933, il Pontificio Seminario Regionale Pio XI sul viale degli Atlantici, il nuovo Seminario inaugurato da Giovanni Paolo II il 2 luglio 1990, nel 1980 la scuola De La Salle dopo la gestione dei Fratelli delle Scuole Cristiane, lo Studio Teologico e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, Biblioteca Capitolare, Biblioteca “Pacca” e Biblioteca “Pio XI”. Benevento “terra di santi”, dal protovescovo San Gennaro fino a San Pio da Pietrelcina, un fiorire progressivo di santità. E poi, la gloriosa Chiesa beneventana, ha donato al mondo ben quattro Papi: Felice IV, al secolo Felice Fimbrio (523-530); Vittore III, al secolo Dauferio Epifani Del Zotto, figlio del Duca di Benevento Landolfo V (1086-1087); Gregorio VIII, al secolo Alberto de Morra (Papa del 1187 per soli 57 giorni, dal 21 ottobre al 17 dicembre); Paolo IV, al secolo Giovanni Pietro Carafa nativo di Sant’Angelo a Scala (1555-1559). Due Cardinali, Arcivescovi di Benevento, sono saliti al soglio pontificio: il romano Alessandro Farnese, Arcivescovo di Benevento dal 1514 al 1521, divenuto Pontefice col nome di Paolo III (1534-1549), ed il pugliese Vincenzo Maria Orsini, Arcivescovo di Benevento dal 1686 al 1730, Papa col nome di Benedetto XIII (1724-1730), che conservò la carica di Arcivescovo di Benevento anche durante il papato. Infine ben quattro pontefici hanno visitato Benevento: Benedetto XIII con due visite pastorali dal 31 marzo al 14 maggio 1727 e dal 5 aprile al 24 maggio 1729; Pio IX dal 30 ottobre al 2 novembre 1849, al tempo dell’esilio in Gaeta; Giovanni Paolo II il 2 luglio 1990 e Papa Francesco, domani 17 marzo 2018, a Piana Romana per il centenario delle stimmate e il cinquantesimo della nascita al Cielo di San Pio da Pietrelcina. In questo humus storico, culturale e spirituale si celebra l’evento straordinario della breve ma significativa visita di Papa Francesco nel Sannio.

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