Il Comune di Rotondi presenta decreto ingiuntivo all’Alto Calore Servizi S.p.a.

Il decreto ingiuntivo è stato notificato. Da oggi, l’Alto Calore Servizi ha dieci giorni di tempo per saldare il debito con il comune di Rotondi. Se non lo dovesse fare, scatterebbero i pignoramenti di beni mobili ed immobili. Si tratta di una cifra superiore ai 600 mila euro. Soldi che, molto probabilmente, la società di corso Europa, non ha in cassa. 10 giorni fa, la giunta di Rotondi, ,guidata dal sindaco Antonio Russo, aveva dato mandato allo studio legale Iglio-Perrotta di notificare i decreti di precetto all’Alto Calore Servizi Spa, per una somma superiore ai 600 mila euro. Tutto nasce da una sentenza di primo grado del marzo scorso quando, il comune di Rotondi, assistito dagli avvocati Iglio e Perrotta la spuntò in una vertenza lunga più di 15 anni. In buona sostanza, l’Acs fu condannata al pagamento della somma di 362 mila euro più mora ed interessi. Questo perché nel territorio del piccolo centro Caudino era stato installato un depuratore ed il comune ha diritto ad avere un ristoro che, però, l’ Alto Calore servizi, dopo i primi mesi di pagamento non ha più onorato. La sentenza, anche se di primo grado, è già esecutiva. Questo ha permesso di effettuare la notifica del decreto ingiuntivo e da oggi scattano i dieci giorni di tempo per evitare i pignoramenti. Bisogna evidenziare che la giunta Russo e l’Acs avevano trovato un accordo per evitare questo strascico. La società idrica avrebbe pagato, 10 mila euro al mese al comune , per i prossimi 28 mesi. In questo modo, in poco più di due anni, si sarebbero saldate tutte le pendenze sia del piccolo centro caudino che di corso Europa. Ma, l’accordo era stato raggiunto, qualche giorno prima che Lello De Stefano lasciasse la presidenza del consiglio di amministrazione. A lui non era sembrato corretto investire di una situazione del genere il suo successore. Ma, dall’elezione di Michelangelo Ciarcia, sono oramai passati quasi due mesi e dell’accordo non si è più parlato. Così, Rotondi ha deciso di far valere i propri diritti. Oggi, quindi, scattano i dieci giorni di tempo, ma Rotondi lascia le porte aperte per un eventuale accordo in zona Cesarini.

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