Il ferragosto degli agenti con le criticita’ sempre immutate

Temporary Detention Center in San Foca (Lecce), January 1999. Photo by Sergio Cecchini.

“Mentre il Governo incassava il risultato di aver superato l’attenzione dell’Europa con l’abbassamento del sovraffollamento delle carceri e il Capo del Dipartimento, arrivato dopo un lungo periodo di assenza, esordiva con la Sua idea di rilanciare il lavoro dei detenuti per ristrutturare le carceri e solo qualche giorno fa, dalla sua sede di vacanza, divulgava i risultati di un’indagine sul miglioramento delle condizioni detentive, la Polizia Penitenziaria continuava nella sua incessante attività lavorativa, gestendo con sempre maggiore difficoltà le criticità del sistema carcere senza che nulla sia stato ancora fatto per migliorarne le condizioni di servizi” questo è quanto dichiara Giuseppe Moretti Presidente dell’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria USPP già UGLPP, inviando gli auguri nel giorno di ferragosto “vissuto dal poco personale in servizio per la endemica carenza d’organico non come il -giro di boa- di un’estate ancora più bollente del solito per il clima torrido di quest’anno, ma con la speranza che non ci siano nuove aggressioni o nuovi eventi critici che possano vederli subire gogne mediatiche e processi mediatici”.
“Da quando il vertice del DAP ha avviato il processo di superamento del c.d. “posto di servizio” commenta il Presidente USPP già UGL PP Moretti “con l’introduzione di un sistema di vigilanza definito “dinamico” per ovviare alla carenza di organico, il risultato è stato proprio l’esponenziale crescita degli eventi critici quali aggressioni e risse che purtroppo sono messe in atto in danno del personale di Polizia Penitenziaria, ogni giorno ormai sempre più ridotto all’osso e senza strumenti tecnologici che ne compensino il “gap” numerico. Emblematici casi limite come Venezia dove ben nove agenti hanno dovuto ricorrere alle cure mediche, ma anche quello che accade quasi con cadenza regolare a Benevento dove la spinta verso un carcere più aperto è causa di continue criticità. Potremmo fare un’elencazione ben più dettagliata di quello che accade nelle carceri italiane, ma preferiamo fermarci qui anche se l’ultimo episodio accaduto a Caltanissetta dove un collega è stato preso a morsi da un detenuto è solo la punta dell’iceberg di quello che potrebbe accadere se non si rimette in sicurezza il lavoro degli agenti di Polizia Penitenziaria”.
Moretti, che in questi giorni ha in programma una serie di incontri con i dirigenti territoriali e sui luoghi di lavoro interessati da fenomeni anomali, conclude affermando “che è il momento di ottenere ascolto dal Ministro che deve prendere a cuore seriamente le sorti di un Corpo dello Stato, anche mettendolo sotto l’ala diretta del Dicastero della Giustizia, visto la destrutturazione ormai avviata del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per ridare slancio al Servizio reso al Paese dal Corpo di Polizia Penitenziaria”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*