Il Magico Spettacolo dei Fiocchi Bianchi in un Antico Borgo dell’Irpinia, di Franco Petraglia.

A Joffredo-Castello di Cervinara, ormai è sera, ma il fascino della neve,caduta copiosamente in questi algidi giorni di metà gennaio, mi induce a soffermarmi davanti alla finestra della mia stanza da letto per osservare il magico spettacolo notturno. I lampioni nelle strade si sono appena accesi ed io guardo i fiocchi bianchi che cadono largamente e densamente. Falde che sembrano svolazzare, come tante farfalle notturne, attorno alle lampadine fioche, paiono fermarsi un momento per riprendere subito la discesa verso terra, dove si posano sulle altre falde che hanno formato un soffice e candido tappeto bianco. I tetti delle case ormai completamente coperti; gli alberi hanno assunto un aspetto fiabesco, con i rami nudi coperti di neve, che si stagliano contro il cielo scuro. In lontananza, a ridosso delle colline circostanti, sgorgo piccoli stormi d’uccelli dal volo basso in cerca di ristoro. I pochi passanti hanno gli ombrelli aperti, anch’essi avvolti in un leggero velo bianco e dalla mia abitazione sembrano infarinati. Vorrei uscire anch’io ed affondare con le mie scarpe pesanti in quell’ammasso bianco, ormai di una certa consistenza, ma “Or non è più quel tempo e quell’età” di carducciana memoria: un po’ per la salute cagionevole e un po’ per gli anni che ti schiacciano lentamente come un macigno. Oh, come rimpiango quei tempi in cui, ragazzo, amavo giocare sulla neve! Allora,nostalgia a parte per i tempi gai e spensierati di un’età soave e fanciullesca, non mi resta altro che accontentarmi di questo ammaliante, silenzioso e ossigenante paesaggio che la natura mi offre: una delizia per gli occhi e una beatitudine per l’anima.

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