IL messaggio del nuovo Vescovo alla Diocesi di Avellino.

Al Clero, ai religiosi, religiose e fedeli laici della Diocesi di Avellino.
Pace e bene! “Gioie e dolori hanno i confini incerti” cantava F. De Andrè: mentre le campane delle Chiese della vostra città e della Diocesi suonano a festa per la nomina del nuovo Vescovo, qui ci sono volti tristi e scorrono lacrime. Morte e vita si danno appuntamento come nel Mistero Pasquale, centro della nostra fede, che stiamo celebrando. In questa fusione di lamenti e danze vi raggiungo e vi benedico per la prima volta come vostro Vescovo chiedendovi di condividere con la Chiesa di Teano-Calvi, che ho servito per undici anni, il dono della fede e della speranza in questo momento in cui la mia povera persona fa da ponte tra le due Chiese. Per fortuna ci si affeziona e l’Evangelo prende sapore e si situa negli spazi e nelle relazioni che rendono bella la nostra vita. La domenica del Bel Pastore che ci accingiamo a celebrare sia l’orizzonte in cui ci incontriamo nella preghiera aderendo a Gesù “Pastore e Vescovo delle nostre anime”, al Papa Francesco che presiede nella carità la Chiesa universale, a quanti la provvidenza pone sul nostro cammino come guide e padri nella fede. Mi affido alla vostra preghiera e volentieri vi benedico nel Signore Gesù “che è lo stesso ieri, oggi e nei secoli.”
+ Arturo Aiello, Vescovo.

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