Il Pd in Irpinia è sull’orlo di una crisi di nervi.

Solo Roma, solo gli organi nazionali del partito, possono dirimere tutte le questioni aperte nel pd irpino. Al momento, la data del congresso straordinario, resta fissato per domenica 23 luglio, ma ad oggi, quando mancando meno di due settimane, l’incertezza regna sovrana. Sono ancora tantissime le procedure che si dovrebbero attivare, ma, ad esempio, ancora non è dato sapere sei i 1700 tesserati on line potranno prendere parte o meno all’assise. Non solo, i nominativi di queste persone, dovevano essere comunicate da Roma a via Tagliamento, ma questo passaggio ancora non è stato effettuato. Per giovedì scorso, il partito provinciale aveva tentato di convocarle tutte ad Avellino, ma un ricorso di urgenza, presentato dalla componente che fa capo al consigliere provinciale Gianluca Festa ha bloccato tutto. A chiacchiere sembrano essere tutti favorevoli a far svolgere il congresso il 23 luglio, ma quando si entra nel merito, spuntano sempre lungaggini procedurali. Ora si guarda al Nazareno che dovrà decidere se far svolgere il congresso o commissariare il partito provinciale. Se dovesse trionfare questa seconda ipotesi, il congresso si potrebbe fissare per il mese di ottobre, la data scelta per tutti gli altri appuntamenti sul suolo nazionale. O, almeno, nel mese di Settembre, Ma solo Roma potrà mettere la parola fine a questa telenovela estiva. Da ricordare che il Pd in Irpinia conta più di settemila iscritti, che non sono certo pochi, ma sino a quando queste persone potranno sopportare questo stato confusionale e decidere di continuare a restare tesserati?

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