Il piano di Zona A04 venerdi approverà il progetto di “Intesa territoriale di inclusione attiva”.

Qualcosa si muove per il piano sociale di zona A04. Nonostante le tantissime difficoltà, dovute ad un ufficio di piano, che non è mai decollato, la sinergia che si è riuscita a mettere in campo tra i 15 piccoli comuni ed la città capoluogo, sta iniziando a dare i risultati sperati. Il sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi, in qualità di presidente del coordinamento istituzionale, questa mattina ha convocato una riunione del coordinamento per venerdì cinque di ottobre, alle ore 9 e 30, a palazzo di città. Ci sarà un solo punto all’ordine del giorno, l’ approvazione del progetto Itia, acronimo che sta per Intesa territoriale di inclusione attiva. Il bando per la partecipazione scade proprio martedì prossimo nove di ottobre. Si tratta di un progetto da un milione di euro che aiuta quelle famiglie che hanno diritto al reddito di inclusione. E’ una sorta di integrazione che fa la regione, soldi che rischiavano di andare persi se non ci fosse stato questo tipo di accordo. In passato, non a caso, sono stati bruciati tanti provvedimenti riservati a quelle che sono le fasce sociali più deboli, in un territorio che davvero non si può permettere il lusso di non aiutare le famiglie a basso reddito, gli anziani, i minori a rischio ed i disabili. La riunione del comitato istituzionale di venerdì, oltre ad approvare, questo importante progetto dovrebbe servire anche a calendarizzare l’approvazione dell’azienda speciale che dovrà gestire l’ufficio di piano. L’argomento deve essere portato in tutti e sedici consigli comunali e ricevere l’approvazione,. I 15 comuni piccoli della Valle Caudina e della Valle del Sabato sono tutti d’accordo. Resta solo lo scoglio del comune capoluogo. Ciampi, infatti, non ha la maggioranza in consiglio, non solo sulla sua testa pende anche la spade di Damocle dello scioglimento anticipato. Tutto questo, purtroppo, rischia di procurare ulteriori ritardi al sistema di erogazione dei servizi sociali sul territorio. Sono già tre anni, che i i servizi non decollano. Ora, ci potrebbero essere tutti i presupposti per intercettare diversi finanziamenti ma ci vuole davvero un atto di grande responsabilità.

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