Il saluto di un papà.

Con nipponica precisione è partito il treno 9931 delle 14:23 da Reggio Emilia e destinazione Napoli! Proprio oggi 4 settembre ricordo di un altro distacco … ma questo distacco, un po’ più amaro, abbandona alle sue spalle una lunga scia che difficilmente si dissolverà … una scia miscelata ad una parte del cuore … nella ricca Emilia! Purtroppo è lì che hai trovato lavoro e lì che sei stata costretta a stabilirti e solo lì che crescerai professionalmente. Sei stata costretta a trasferirti dalla calda Terronia alla fredda Padania. Ma non sarai sola e tu lo sai che non sarai mai sola il mio battito riempirà i tuoi momenti di solitudine … una solitudine che presto sarà sostituita dalla gioia. Una fresca gioia come te e i tuoi ventitré anni, una gioia di soddisfazioni professionali perché il tuo lavoro sarà sicuramente per te una missione. Una missione che porterai avanti con fermezza e con completa dedizione … come tutte le cose che hai affrontato finora, una gioia nelle tue nuove amicizie a cui offrirai la tua semplice lealtà. Ci stiamo immergendo nella tetra stagione autunnale fra nuvole e foglie trascinate dal vento … sarò sempre circondato da nuvole … ma anche le nuvole saranno momentanee … saranno sostituite dagli arcobaleni e dai colorati tramonti. Io ti sarò sempre vicino e sentirò sempre i tuoi profumi e sorriderò soprattutto quando avrai fra le mani la tua prima busta paga … un compenso meritato … un traguardo meritato e acciuffato con le tue sole forze e questo fa di te una ragazza matura e determinata, ciò farà di te il nostro orgoglio … la nostra voglia di lavorare ed attendere un nuovo incontro. Come le rondini alla rincorsa del vecchio nido. Ti stringo, ti abbraccio e ti bacio tanto da lasciarti tanti lividi.
Il tuo folle papà.

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