Imprenditorialità Giovanile, trent’anni dalla Legge De Vito.

Celebrare i trent’anni dell’approvazione legge sull’imprenditorialità giovanile voluta dal senatore Salverino De Vito attraverso una giornata di riflessione e discutere sull’attualità di quel provvedimento attraverso il coinvolgimento delle Università, è il senso dell’iniziativa promossa dalla Fondazione “Senatore Salverino De Vito” dal titolo “Un giorno lungo trent’anni. L’attualità della legge De Vito”. L’incontro si svolgerà martedì, 8 marzo, con inizio alle ore 10.30, a Roma presso la Sala Convegni dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro – Senato della Repubblica (piazza Capranica, 72). Nel corso dell’incontro interverranno Luigi Abete, presidente della Banca Nazionale del Lavoro, Antonio Bassolino, già sindaco di Napoli ed ex presidente della Regione Campania, Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione Con il Sud e presidente del comitato promotore della Fondazione “Senatore Salverino De Vito”, Ciriaco De Mita, ex Presidente del Consiglio dei Ministri, e Giuseppe De Rita, presidente del Censis. Nel corso dell’incontro avverrà la premiazione della migliore tesi di laurea dedicata alla legge 44/86, la legge De Vito, appunto, sull’imprenditorialità giovanile. Il concorso ha visto il coinvolgimento di numerosi Atenei italiani. La legge 44/86, nota come legge De Vito, viene approvata con lo scopo dichiarato di favorire e promuovere la nascita di nuove imprese, a conduzione giovanile, e di conseguenza lo sviluppo economico ed occupazionale delle aree più in difficoltà del Paese, nello specifico quelle del Mezzogiorno. Del compito di gestire l’applicazione della legge viene investito il Comitato per lo sviluppo di nuova imprenditorialità giovanile, in qualità di organismo pubblico alle dipendenze del Ministero del Tesoro; al Comitato, che rappresenta una specie di Agenzia Centrale, attiene il compito di selezionare gli aspiranti imprenditori, di controllare l’afflusso degli aiuti finanziari, di gestire direttamente o indirettamente i servizi reali che la legge prevede debbano essere forniti alle imprese, nonché di effettuare un monitoraggio costante sui risultati prodotti dalla legge.
Negli anni, con la legge De Vito, sono state avviate oltre 1200 imprese con un soddisfacente tasso di sopravvivenza e con una diffusione omogenea sul territorio del Sud Italia. Le iniziative possono essere suddivise per metà nel settore industriale, per un quarto nei servizi ed un ultimo quarto nel settore dell’agricoltura.

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