In risposta all’intervista dell’assessore Anna Marro. Riceviamo e pubblichiamo.

centroantiviolenzaUna politica becera, che ancora una volta si sporca le mani e, soprattutto, la bocca per  quello che dovrebbe essere la punta di diamante e il fiore all’occhiello dei comuni caudini: il Centro Antiviolenza di Cervinara. Di comunale, questo Centro,  ha solo l’allocazione territoriale e strategica, ma non di certo l’appartenenza ed il controllo rivendicati con  tanta veemenza dal Comune di Cervinara, a colpi di comunicati stampa dai toni imperiosi e di interviste altrettanto autoritarie. Questa è la mia conclusione logica, perché non posso credere che una iniziativa di questo spessore possa provenire da chi è andato in Tv per vantarsene, poiché non ha capito nulla di cosa sia un centro e di come funzioni. Sono una cittadina di un paese limitrofo e, purtroppo, per motivi personali ho imparato a conoscere il funzionamento dei centri antiviolenza, delle case rifugio e dei centri di ascolto per donne vittime di abusi, e sono profondamente indignata per l’ignoranza e la tracotanza dell’amministrazione cervinarese nell’approcciarsi ad una tematica tanto delicata.  Di chi sia stata l’iniziativa per l’apertura del Centro poco conta! Le vittime non sono di certo interessate a veder saltare sul carro dei vincitori un’amministrazione comunale. Ciò che interessa è il servizio reso, che, a quanto vedo, l’assessore intervistato  ha poco a cuore . Come donna,  dal basso della mia esperienza, posso dire che mai e poi mai mi recherei presso i locali appartenenti al Comune, situati presso l’ASL (o centro di salute mentale),  per poi farmi assistere da personale specializzato dell’ASL. E’ puro delirio, un gioco in cui tutti gli attori, per un minuto di gloria e di esaltazione di lodi e virtù del tutto prive di contenuti, sono pronti a  dire qualsiasi cosa. Un Centro Antiviolenza è un luogo discreto, in cui personale qualificato (ma del tutto avulso da un contesto come l’ASL) può accogliere e suggerire alle donne in difficoltà le giuste soluzioni.  Cosa hanno voluto allora dimostrare questi politici di assalto? Che essi sono i fondatori del Centro? Che difendono le donne? Che conoscono bene come vada accolta  e protetta una donna vittima di violenza? HANNO DIMOSTRATO TUTTO IL CONTRARIO! Penso che non abbiano mai visto una donna abusata e logorata dalla violenza! Un’altra domanda sorge spontanea…Secondo lor signori, una donna, magari con il volto tumefatto e rigato dal pianto, potrà mai incontrarla nel centro del paese o di un luogo esposto agli occhi indiscreti della cittadinanza? Per chi sa bene come vanno le cose, la risposta è NO, è un SONORO NO, perché la violenza, molto spesso, non ha testimoni e le donne che ne sono vittime non ne hanno bisogno.

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