Inchiesta Appalti Truccati: Mancini respinge le accuse.

Davanti al gip Flavio Cusani, Angelo Mancini ha respinto ogni addebito definendo fuori dalla realtà la ricostruzione dei fatti operata dagli inquirenti Angelo Mancini da lunedi è nel carcere di Benevento a seguito di una indagine del Procuratore reggente Giovanni Conzo, del sostituto Nicoletta Giammarino e dei carabinieri su alcune gare che sarebbero state pilotate in cambio di presunte tangenti del 7%. Difeso dall’avvocato Vincenzo Regardi, che ha chiesto l’attenuazione della misura cautelare alla luce della sospensione del suo assistito dalle funzioni di dirigente del Comune di Benevento – scattata dopo il deposito del provvedimento restrittivo, a Palazzo Mosti, da parte della moglie -, che fa venir meno il pericolo sia dell’inquinamento delle prove, sia della reiterazione del reato, Mancini ha respinto ogni accusa. A cominciare da quella di aver intascato mazzette e di aver utilizzato un endoscopio per spiare le offerte delle ditte custodite nelle buste, senza aprile. Gli interrogatori proseguiranno domani e venerdì, quando sarà la volta degli altri destinatari dell’ordinanza e che sono agli arresti domiciliari: Angelo Collarile,Fioravante Carapella, Giuseppe Pancione,, Guido Mastantuono, Pellegrino Parrella, Antonio D’Addona, Mario Siciliano, e Pietro Ciardiello.

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