Inchiesta Gosaf: i nomi delle persone coinvolte.

L’inchiesta è chiusa, e nell’avviso di conclusione compaiono undici persone, per sette delle quali è però scattato il sequestro preventivo dei beni. E’ l’epilogo dell’indagine, diretta dal sostituto procuratore Nicoletta Giammarino, condotta dal Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza sulla Gosaf, la società di riscossione dei tributi che, dopo aver operato in oltre cinquanta comuni italiani, dall’ottobre del 2014, dopo essere stata sequestrata, è guidata da un commissario giudiziario. Nell’elenco degli indagati compaiono Vincenzo Piccoli, 82 anni, di Sant’Agata dei Goti, presidente del Cda della Gosaf; Anna Maria Guadagno, 58 anni, di Paolisi, responsabile dell’area economica finanziaria del Comune di Paolisi; Domenico Principe, 65 anni, consigliere comunale a Paolisi; Carmine Montella, 54 anni, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Paolisi; Laura Gabriele, 33 anni, di Isola Liri, responsabile del servizio tesoreria della Gosaf; Giuseppe Rossetti, 48 anni, di Piedimonte Matese, dirigente e membro del Cda della Gosaf; Raffaele Grimaldi, 53 anni, di Napoli, ragioniere generale della Provincia di Napoli; Claudio Marchese, 57 anni, di Napoli, responsabile dell’ufficio tributi della Provincia di Napoli; Salvatore Nacarlo, 62 anni, di Ascea, ragioniere capo del Comune di Portici; Salvatore Pollastro, 54 anni, di Sant’Agata dei Goti, dipendente del Comune saticulano, comandato presso la Regione Campania per il gruppo Popolari Udeur; Massimo Magnante, 48 anni, di Ferentino, responsabile dei servizi finanziari del Comune di Anagni. Il sequestro preventivo dei beni, chiesto dal Procuratore reggente Giovanni Conzo e dal sostituto Giammarino, è stato invece adottato dal gip Gelsomina Palmieri, per un ammontare complessivo di 3 milioni e mezzo di euro, e con importi diversi, nei confronti di Piccoli, Guadagno, Montella, Principe, Rossetti, Nacarlo e Magnante. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo vanno dal peculato al falso ed all’abuso d’ufficio. Nel mirino dei militari della polizia tributaria di Caserta (guidata dal colonnello Gaetano Senatore), che hanno lavorato in sinergia con i colleghi di Benevento del tenente colonnello Luca Lauro, le somme che la Gosaf avrebbe incassato e non versato ai Comuni di Portici e Anagni. Nel caso di Paolisi, in particolare, attenzione puntata sul denaro che la Gosaf non avrebbe potuto utilizzare perchè quei fondi assegnati al Comune erano vincolati. Tra i difensori impegnati, gli avvocati Angelo Leone, Marcello D’Auria, Carmen Esposito ed Ettore Marcarelli.

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