Intera famiglia di Cervinara assolta sia ai Colli Aminei che a Benevento

Erano stati imputati di plurimi reati: lesioni personali, danneggiamento aggravato e minacce, per i quali si erano dovuti difendere dinanzi a due Tribunali diversi, quello dei Minori e quello Ordinario di Benevento. E’ quanto capitato ad una famiglia di Cervinara i cui componenti, tutti difesi dall’avvocato Rolando Iorio, sono stati assolti sia dinanzi al Tribunale minorile sia dinanzi a quello Ordinario di Benevento. I fatti risalgono a quattro anni or sono allorquando in Ginestra degli Schiavoni, piccolo paese di poche anime nell’entroterra beneventano, nel pomeriggio del 17 Ottobre 2014, si incontrano due famiglie, quella facente capo a R.L., classe 1967, originario di Castelfranco in Miscano (BN), che si trovava in compagnia del figlio maggiorenne, e quella facente capo a M.P., classe 1970, originario di Cervinara, da pochi anni trasferitosi con la famiglia nel paesino beneventano, che si trovava in compagnia dei due figli minori. Tra le due famiglie da tempo non correva buon sangue, a causa di motivi economici legati alla attività lavorativa svolta dai due capofamiglia: entrambi, infatti, sono operatori ecologici che lavorano part-time per lo stesso Comune che, o chiama l’uno, o chiama l’altro. Di qui l’accesa rivalità tra i due uomini ed i loro nuclei familiari, scaturita spesso in atti di violenza reciproca, fino al deprecabile gesto, compiuto da persone allo stato ancora ignote, di profanare sin anche le tombe dei rispettivi cari, con distruzione di lapidi e fotografie all’interno del locale cimitero. Nel pomeriggio del 17 Ottobre 2014, secondo la denuncia sporta da R.L., mentre l’uomo percorreva la strada principale del paese a bordo della sua autovettura Opel Vectra, M.P. ed i suoi due figli iniziavano ad aggredirlo, con l’utilizzo di una zappa e di un bastone. R.L., infatti, invitato a fermarsi, veniva violentemente colpito alla testa ed alla spalla con la zappa da M.P., mentre i figli minori di quest’ultimo con il bastone mandavano in frantumi il vetro posteriore dell’autovettura. Il tutto avveniva alla presenza del figlio maggiorenne dell’aggredito, R.A., che seppure sceso dall’auto, non partecipava, a dire del padre, alla colluttazione. Sentite le urla, la gente del posto chiamava sia i Carabinieri che l’Autoambulanza. R.L. veniva trasportato all’Ospedale Civile di Ariano Irpino, dove gli venivano diagnosticati 10 giorni di prognosi; M.P. ed il figlio sedicenne venivano invece trasportati all’Ospedale Rummo di Benevento, dove gli diagnosticavano rispettivamente 15 e 10 giorni di prognosi. Sporta la denuncia dal solo R.L., si apriva un primo procedimento a carico dei figli minori di M.P., dinanzi al Tribunale per i Minorenni di Napoli, Giudice Dott.ssa Draetta; ed un secondo procedimento a carico del solo M.P., dinanzi al Tribunale di Benevento, Presidente Dott. Sergio Pezza. In entrambi i processi il difensore della famiglia originaria di Cervinara è riuscito a dimostrare le innumerevoli incongruenze del racconto sporto in denuncia da R.L., nonché le numerose contraddizioni tra quanto raccontato in aula dallo stesso e quanto raccontato dal figlio R.A. L’avvocato Rolando Iorio, infatti, con una attenta ricostruzione della vicenda, è riuscito a convincere i Giudici che in realtà i suoi assistiti erano state vittime di un vero e proprio agguato posto in essere dal R.L. il quale, come dimostrato dai rilievi effettuati dai Carabinieri intervenuti nell’immediatezza del fatto, aveva cercato addirittura di investirli con la propria autovettura, riuscendo a colpire con la parte frontale dell’auto il solo M.P.
Il Pubblico Ministero aveva chiesto per il padre originario di Cervinara una condanna a 5 mesi di reclusione. Il Tribunale di Benevento, invece, sposando in pieno la tesi difensiva e condividendo le conclusioni già raggiunte dal Tribunale Minorile, lo ha mandato assolto.

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