Intervento sindaco di Altavilla Irpina sull’ Impianto compostaggio di Chianche.

Grazie all’UDC ed agli onorevoli Giuseppe De Mita e Maurizio Petracca, grazie al presidente Ciriaco De Mita, grazie all’on. Giancarlo Giordano perché hanno scelto di stare con noi a difesa del nostro territorio della sua naturalità e della sua preservazione da ogni disagio derivante dalla trattamento dei rifiuti. È già da tempo che il nostro comune sta cercando di uscire dall’isolamento in cui lo avevano rilegato, per tentare, con i comuni vicini, di costruire un accordo di partenariato volto a ricercare una strategia comune di sviluppo di una intera area omogenea come più volte sostenuto dell’onorevole Giuseppe De Mita che mi ha accompagnato personalmente in regione per chiedere che tale strategia possa diventare un modello pilota regionale. È già da tempo che l’onorevole Maurizio Petracca, consigliere regionale all’agricoltura ha presentato al consiglio regionale un disegno di legge per creare un parco geominerario dello zolfo dell’Italia meridionale continentale a tutela e valorizzazione del nostro territorio. Disegno di legge che auspichiamo possa essere dal presidente del consiglio regionale, l’on. Rosetta D’Amelio, iscritto all’ordine del giorno per la sua approvazione quanto prima e comunque con la stessa attenzione utilizzata per la legge regionale n. 14 del 2016, cioè quella sui rifiuti che sicuramente ha la sua importanza. Altavilla è dunque, oggi, impegnata con i comuni di Pietrastornina, Grottolella, Capriglia, Petruro, Prata Principato Ultra e Torrioni alla elaborazione di una strategia di sviluppo condivisa. Questa è la volontà espressa dai rispettivi consigli comunali grazie alla struttura del federalismo della Regione Campania che ha garantito l’assistenza del FORMEZ nella fase di costituzione della convenzione ex art. 30 per la nascita di un organismo autonomo di tipo intercomunale (con sede ad Altavilla) la cui sottoscrizione è prevista per il prossimo 3 marzo. Auspichiamo che gli altri comuni vicini, tra cui Chianche, che pure avevano dato una disponibilità iniziale sottoscrivendo l’accordo di pertenariato, possano nel frattempo deliberare anche loro la piena adesione ad un progetto di sviluppo che parte dal territorio e dalle caratteristica comuni che questi luoghi esprimono quali la natura, l’ambiente, il paesaggio, il cibo, i prodotti tipici, la qualità del vivere, la tradizione mineraria e agricola delle eccellenze come l’uva, i tartufi, le mele e le nocciole. Insomma Altavilla crede che sia possibile poter intraprendere con gli altri comuni un percorso in questa direzione e candida questo angolo della provincia, rientrante nel sistema città della valle del sabato e del partenio, in maniera ufficiale ad essere, perché no, il secondo progetto pilota per le strategie nazionali di sviluppo delle aree interne della Regione Campania. Una iniziativa seguita caparbiamente dal dottore Alfonso Tartaglia che ringrazio e, anche per questo, guardata dagli uffici del federalismo dalla regione Campania con grande interesse per la sua omogeneità territoriale in quanto rappresenta una peculiarità non presente in altre iniziative, come l’area vasta, in cui c’è tutta la provincia e non si percepisce la specificità di un’area ben determinata, con caratteristiche comuni evidenziate anche dagli strumenti di programmazione territoriale sia di livello regionale come l’STS che provinciale come il PTCP.
Ben vengano tutte le iniziative che si inseriscono in questo percorso come il parco minerario, il recupero della miniera di marzo, la pastorizia, il tartufo e la ristorazione di qualità di Pietrastornina, la mela di Grottolella e Capriglia, l’ospitalità presente in Petruro e Torrioni, le catacombe di Prata e tutto ciò che può essere utile a sostenere un obiettivo di crescita comune. Magari si potesse completare il progetto di recupero della vicina miniera Di Marzo oggi abbandonato dopo avervici speso circa 5 milioni di euro di finianziamemti pubblici che non sono poche e che non sappiamo a cosa siano serviti. Certo se nulla si è prodotto non è certo per colpa del comune di Altavilla che non fa parte dell’assetto proprietario, attualmente composto dai comuni di Chianche, Tufo, Torrioni, Petruro e amministrazione provinciale di Avellino, e che non ha avuto alcun ruolo ne politico e nemmeno tecnico in quel progetto. Anzi, ricordo che nel passato la richiesta del comune di Altavillla di entrare nella proprietà è stata sempre rifiutata nonostante tutto per quanto possibile il nostro comune attraverso la comunità montana del Partenio, di cui faceva parte fino a qualche anno fa, ha sempre favorito è sostenuto tale iniziativa.
Oggi auspichiamo una fase nuova, condivisa tra chi vuole esserci, senza processi ad escludendum come accaduto in passato ma offrendo spazi a tutti quelli che ci credono e sono convinti che “la solidarietà sia la sola forza dei deboli”.
Ora, in questo scenario fortemente sostenuto dagli onorevoli De Mita e Petracca, si inserisce la legge regionale 14 del 2016 e la conseguente manifestazione di interesse del comune di Chianche ad installare un impianto di compostaggio le cui caratteristiche non risultano ben specificate ma che stando al bando medesimo dovrebbe avere una capacità di trattamento della frazione organica pari a 30.000 tonnellate annue estese su un lotto di 20.000 metri quadri il che corrisponderebbe ad una percorrenza giornaliera di circa nove automezzi (con capacità di trasporto pari a 10 t ciascuno ovvero circa 30 mc) per tutto l’anno in stradine la cui conformazione appare non ideale per il predetto sovraccarico autoveicolare. Stando ad alcune dichiarazioni parrebbe invece che il progetto sia per un dimemsionamento ridotto a circa un terzo.
Ora i punti sono due:
primo un impianto di questo tipo è certamente un impianto industriale e la nostra è sicuramente una zona agricola altamente specializzata;
secondo occorre fare chiarezza sui numeri.
Inoltre il dimensionamento dell’impiantistica prevista in provincia di Avellino sembrerebbe superiore al potenziale di produzione della frazione umida proveniente dalla sola provincia di Avellino. Un’ultima incongruenza riguarda il progetto del comune di Chianche che a dire del sindaco sarebbe di una capacità pari a 10.000 tonnellate annue invece delle 30.000 previste nel bando relativo alla manifestazione d’interesse. Questo equivale a dire che tale proposta non presenta i requisiti specifici richiesti nel bando. Perché allora sarebbe stato scelto il sito di Chianche e non altri comuni a vocazione industriale che hanno formulato una proposta in linea con il bando?
Difronte a questi numerosi punti interrogativi l’amministrazione comunale ha ritenuto di dover assumere sin da subito una posizione netta con uno specifico deliberato articolato e dettagliato di rilievi tecnici ed amministrativi volti a motivare la contrarietà all’insediamento di un impianto di compostaggio a ridosso del paese. Deliberato sul quale si chiede l’adesione dell’intero consiglio comunale con mandato ad agire in ogni sede.
Perché questa scelta bilaterale non può essere assunta senza tener conto del parere degli altri comuni che pure hanno diritto di conoscere ciò che succede intorno a loro.
Un recente incontro tenutosi al comune di Tufo sul tema vino ha visto la partecipazione di una rappresentanza del PD provinciale che invece di parlare di vino ha preferito parlare di rifiuti assumendo posizioni favorevoli all’insediamento dell’impianto di compostaggio di Chianche. Devo dire fatta eccezione per il sindaco di Tufo che almeno in quella sede ha espresso delle riserve sulla scelta di Chianche e del gruppo consiliare di minoranza capeggiato dal consigliere Buonomo che ha assunto una posizione netta e decisa sottoscrivendo un documento di contrarietà alla scelta il resto non mi è sembrato contrario compreso il presidente dell’osservatorio regionale sui rifiuti sen. Vincenzo De Luca presente ad un incontro sul vino (ripeto rifiuti-vino). Io non aggiungo altro sui diversi orientamenti della politica provinciale in riferimento al futuro che si intende riservare al nostro territorio. Aggiungo solo e questo me lo dovete consentire per dovere di onestà anche nei confronti di chi è spesso venuto nel nostro comune a raccontare favole ore elettorali, una considerazione per quanto affermato di recente dell’onorevole Del Basso De Caro circa la capacità dell’Irpinia di sapersi organizzare. Abbiamo visto i risultati delle amministrazioni da lui sostenute come il comune di Benevento, oggi in dissesto finanziario e la SAMTE società partecipata dalla provincia di Benevento che gestisce i rifiuti, oggi in concordato preventivo per non parlare di Art Sannio ed abbiamo visto i risultati di quando hanno provato ad organizzare il settore idrico. Alto Calore da quando ci hanno messo mano certi personaggi ha visto crescere il debito di oltre 40 milioni di euro con tassi di morosità a due cifre e con inefficienze tecniche frequenti e diffuse. Ma come sottosegretario alle infrastrutture, ormai in carica da diversi anni, gli chiediamo: quando riprenderanno i lavori del terzo lotto della strada a scorrimento veloce Roccabascerana-Pianodardine, da lui più volte annunciati?
Una cosa è certa: questa volta ci sono state delle prese di posizione nette e decise sull’argomento in questione. Questa volta la politica ed i partiti non hanno fatto Marco e Maddalena, ma si sono schierati: chi a favore dell’impianto sul nostro territorio come il sen. De Luca, l’on. D’Amelio e l’on. Del Basso De Caro e chi a tutela del territorio medesimo, delle comunità interessate, degli operatori economici dell’area e dei residenti tutti come gli onorevoli Petracca, Giordano e De Mita. Ma anche come alcuni consiglieri comunali di Chianche e di Tufo, come i sindaci dei comuni vicini tra cui Ceppaloni e Petruro preoccupati per la poca chiarezza, per la fretta e per la comparazione con esperienze analoghe.
Poco lontano dal sito di Chianche esiste la realtà industriale di Altavilla dove venti famiglie si sono organizzate grazie a Sviluppo Altavilla una iniziativa di questo consiglio comunale che concede una fiscalità di vantaggio a chi investe sul nostro territorio. Grazie a ciò è stata recuperata la tradizione del polo della ceramica altavillese. Perché gli enti sovra-comunali come ragione e governo non aiutano queste realtà, non favoriscono la crescita di tali iniziative, non impegnano risorse ed energie per dare sviluppo legiferando incentivi come ha fatto questo consiglio comunale? Noi lezioni non ne diamo ma nemmeno ne possiamo accettare perché parlano i fatti e i risultati conseguiti senza aiuti ma con i sacrifici di gente che rischia in prima persona, investe i propri risparmi e non lascia il proprio territorio. Noi siamo con loro e non con le lobbies politiche ed economiche. Noi abbiamo scelto di fare politica ed abbiamo scelto di vivere la nostra comunità senza abbandonarla al proprio destino amministrandola a distanza.
Il piano regionale rifiuti, individua otto ATO regionali, delegati alla organizzazione del modello di gestione. Perché dunque scegliere prima, in fretta e senza sentire ciò che questi organismi hanno da dire? La lezione di Einaudi “conoscere per deliberare” è sempre utile per chi svolge ruoli di responsabilità.
Lasciamo, dunque, che siano i sindaci ad organizzarsi, nei contesti adeguati e cioè in quei contesti intercomunali si perché a qualche parlamentare che da lezioni alla provincia di Avellino sfugge che il problema dell’impianto di Chianche non riguarda solo la provincia di Avellino ma anche alcuni comuni del beneventano. Non vorrei prendere seriamente in considerazione l’invito a cambiare la residenza in vista dell’appuntamento elettorale di maggio e confido molto nella capacità di tutti compreso il sindaco di Chianche di rivedere le proprie scelte con serenità tenendo in considerazione il pensiero altrui le sollecitazioni autorevoli e le perplessità che sono emerse in questi giorni e, nel bilanciamento complessivo valutare il meglio per la sua comunità così come abbiamo fatto noi quando la stessa opportunità ci è stata rappresentata.

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