Irpinia Ambiente: costi alle stelle. E chi tutelerà i nostri cittadini?

Affidamento dell’isola ecologica a Irpiniambiente e trasferimento dall’Ato Benevento a quello di Avellino. Scelte pericolose per le tasche dei cittadini e per la raccolta differenziata.
Intanto nell’Ato Irpina nessun caudino tra i consiglieri. Cominciamo bene.
A breve la competenza in materia di rifiuti dovrebbe ritornare dalle Province ai Comuni. Sarebbe potuta essere l’occasione per dare una svolta ad un servizio che sotto la gestione della Provincia e quindi di Irpiniambiente spa ha registrato un raddoppio dei costi per il comune e quindi delle tasse per il cittadini sammartinesi. Il costo complessivo del servizio è passato da 450 mila euro a oltre 700 mila euro. Circa 150 euro pro capite annui. Con una percentuale di differenziata del 50%, al di sotto del minimo previsto dalla legge. Ma l’amministrazione in carica ritenendo valido l’operato della società provinciale ed evidentemente congruo il costo del servizio ha fatto due scelte che consolidano la posizione di Irpiniambiente quale gestore del rifiuti e della raccolta differenziata nel nostro comune per i prossimi anni. Due colpi che invece, potrebbero risultare molto rischiosi per le tasche dei cittadini sammartinesi. L’affidamento dell’isola ecologica costruita in via Terzo Millennio alla società della Provincia di Avellino Irpiniambiente spa e l’adesione all’Ato Irpino. In merito alla scelta dell’Ambito Territoriale Ottimale al quale aderire bisogna ricordare che, quando due anni fa l’amministrazione Ricci decise di aderire all’Ato Sannita, lo fece con lo scopo di organizzare la futura raccolta dei rifiuti insieme agli altri comuni della valle caudina, perseguendo degli obiettivi di maggiore efficienza ed economicità. Si riteneva che fare la differenziata insieme ai comuni caudini sarebbe più efficiente che farlo insieme agli altri comuni della provincia di Avellino, magari della fascia del Partenio, con strade tortuose e una densità abitativa molto più bassa. In consiglio la maggioranza ha deciso di tornare nell’ambito irpino. Intanto gli accordi politici tra le forze irpine ha portato alla composizione di una lista unitaria nella quale sono rappresentati tutti i partiti provinciali. Ma se si guarda alle rappresentanze da un punto di vista territoriale si nota immediatamente che non vi è un solo rappresentante caudino. Quindi nessun da Cervinara o Roccabascerana. Chi si farà carico di portare la voce dei nostri territori in seno all’organo che gestirà i rifiuti. E questi consiglieri preferiranno i loro territori o i nostri quando si tratterà di decidere dove insediare un impianto di lavorazione dei rifiuti. La risposta sembra scontata. Questo per far rilevare quanto sarà arduo incidere sulle questioni in un territorio nel quale siamo evidentemente marginali. Intanto l’assegnazione dell’isola ecologica da adibire a parcheggio automezzi (anche se viene definito in maniera più elegante “centro logistico”) a Irpiniambiente è un’altra scelta assunta dall’amministrazione che da subito si è posta con un atteggiamento di sudditanza nei confronti della società di gestione. In cambio vengono concessi più giornate di raccolta della plastica, carta e vetro. Ma il costo per il cittadino non diminuisce. Basterebbe farsi riconoscere da irpiniambiente i ricavi ottenuti dalla vendita della plastica, carta e vetro raccolti sul territorio di San Martino. La società fa grande resistenza a comunicare i dati. Secondo le nostre stima si ricavano ogni anno tra i 50 e i 100 mila euro. Il timore è che in un Ato senza alcun rappresentante caudino e con la gestione affidata ad Irpiniambiente il Comune è relegato al ruolo di comparsa.
Francesco Sorrentino
Capogruppo PD – Consiglio Comunale S. Martino V.C.

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