Irpiniambiente: domani raccolta umido in 30 comuni.

Nella giornata di domani venerdì 17 febbraio 2017 la raccolta della frazione organica verrà effettuata nei seguenti comuni: Bagnoli Irpino, Candida, Cassano Irpino, Castelfranci, Contrada, Flumeri, Frigento, Grottaminarda, Manocalzati, Mirabella Eclano, Montaguto, Montella, Montemarano, Ospedaletto D’Alpinolo, Parolise, Pietrastornina, Pratola Serra, Quadrelle, S. Angelo a Scala, S. Nicola Baronia, Salza Irpina, Santa Lucia di Serino, Savignano Irpino, Scampitella, Sorbo Serpico, Sturno, Summonte, Taurasi, Torella Dei Lombardi, Villamaina. Si ricorda, inoltre che, come nei giorni precedenti, Irpiniambiente effettuerà regolarmente le raccolte delle altre frazioni diverse dall’umido, previste da calendario in tutti gli altri comuni. Irpiniambiente comunica inoltre che dal doppio confronto in Prefettura, tenutosi nella giornata di ieri e di oggi, nessuna soluzione è stata individuata per fronteggiare l’emergenza legata alle note problematiche riguardanti il conferimento della frazione umida. Dalla doppia seduta a Palazzo di Governo e dalle dichiarazioni dei partecipanti, la società ha preso atto della rimarcata indisponibilità delle ditte private presenti nel territorio di Serino e di Montefredane ad accogliere la frazione organica, benché autorizzate all’attività. Allo stesso tempo, la società ha registrato la disponibilità di una ditta privata che insiste sul territorio di Manocalzati, che allo stato è in attesa delle autorizzazioni di legge ad effettuare l’attività richiesta. In aggiunta all’indisponibilità reiterata dalle due ditte private, però, i sindaci dei comuni sui quali insistono le tre aziende private (anche quella disponibile alle attività ma in attesa delle autorizzazioni) si sono dichiarati non propensi alla ipotesi di coinvolgimento dei tre opifici.
Di contro, sempre i sindaci, hanno manifestato e caldeggiano l’opportunità di riprendere allo Stir di Avellino, le attività di trasferenza. Va sottolineato, comunque, che le attività di trasferenza presso lo STIR costituiscono attività non autorizzate nelle more di un regime ordinario di gestione dell’impianto, ma attuabili solo in presenza di un provvedimento eccezionale e straordinario, quale ordinanza del presidente della Provincia di Avellino. Provvedimento che è stato già emanato nel mese di agosto 2016 e con successive proroghe esteso fino all’esplodere dell’emergenza (evitata proprio in forza dell’ordinanza della Provincia di Avellino) e che aveva consentito la trasferenza della frazione organica presso lo Stir, fino all’opposizione manifestata dagli organi competenti alla vigilia dell’ultima proroga, poi non emessa. Stante le condizioni attuali, si è preso atto dell’auspicio, manifestato dai sindaci presenti, di “UN RITORNO ALLO STIR”, per effettuare le operazioni di trasferenza, comunque in un regime di eccezionalità e in presenza di un atto straordinario, quale l’ordinanza del Presidente della Provincia di Avellino, che necessita di specifici pareri da parte degli organi di rito. Pertanto, dal confronto in Prefettura è emerso che la soluzione di emergenza fino ad oggi individuata e praticata dalla società Irpiniambiente, per attenuare i disagi alle comunità, che consiste nell’invio dei rifiuti presso lo stabilimento di Giffoni Valle Piana, sebbene con aumento di costi, affanno del servizio, rimodulazione con contrazione delle frequenze di raccolta della frazione umida, viene ritenuta al momento la sola strada percorribile ed accettata dai sindaci. Seppur in subordine e come unica alternativa all’ipotesi di una ripresa delle attività di trasferenza allo STIR auspicata dagli amministratori, ma che allo stato non appare praticabile in assenza di specifico provvedimento, è stata accettata la soluzione gestionale emergenziale degli ultimi giorni, adottata a partire dal manifestarsi dell’emergenza, avendo, questa, comunque garantito lo svolgimento dei servizi minimi, grazie allo sforzo organizzativo messo in campo da Irpiniambiente, la società continuerà ad effettuare le raccolte, con il principio della rotazione, abbinato alla riduzione delle frequenze di raccolta.

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