Italia. I comuni approvano i bilanci preventivi senza alcuna certezza

Non ci sono state proroghe per i piccoli comuni, Solo le città metropolitane hanno potuto contare, come sempre avviene in uno slittamento, tutti gli altri ieri, 30 di luglio, hanno dovuto approvare il bilancio preventivo. Un vero e proprio terno al lotto che snatura quello che dovrebbe essere la serietà di un documento contabile. Ad esempio, i comuni non sanno se ci saranno altri tagli nelle rimesse statali, non sono a conoscenza di chi e come si prenderà in carico i servizi che vengono erogati alle famiglie. Senza contare che c’è il buio completo sulle varie tariffe. Quanto in questi anni, i vari governi annunciano tagli alla spesa ed una diminuzione della pressione fiscale, non dicono per intera la verità. I tagli vengono apportati nelle rimesse statali erogati ai comuni. Non solo, proprio agli enti locali per fare in modo che possano erogare servizi, li mettono di fronte alla necessità di aumentare la pressione fiscale. E cos’, se lo stato dice che taglia le tasse, quei tagli sono recuperati dalle imposizione dei comuni. I cittadini se ne stanno rendendo conto un poco alla volta, ma in autunno le questioni di affrontare saranno davvero tante. Per il momento, come è avvenuto per i comuni caudini, sono stati approvati i bilanci di previsione, che, da qui a qualche settimana, saranno completamente stravolti. In realtà, il populismo e la politica degli annunci, da parte dei vari governi, non fanno altro che coprire quelli che dovrebbero essere gli obiettivi principali per un paese civile e democratico, ossia, combattere la grande evasione fiscale e contrastare la criminalità organizza. Invece, si preferisce tagliare ai comuni che, a loro volta, tagliano ai cittadini,

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