L.Severino:Cassazione boccia ricorsi su De Luca-De Magistris

cc_ccecc_UdienzaPubblicaLe Sezioni Unite Civili della Cassazione hanno dichiarato “inammissibili” i ricorsi con i quali il Movimento per la Difesa dei Diritti dei Cittadini contestava il potere del tribunale di Napoli di sospendere le decisioni con cui il prefetto e il premier avevano sospeso dagli incarichi, rispettivamente, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e il governatore della Campania Vincenzo De Luca applicando la legge Severino. Per la Cassazione la competenza sugli effetti sospensivi della Legge Severino è del giudice ordinario, come già stabilito a maggio. Il verdetto della Cassazione non è stato ancora depositato, ma la decisione si è appresa da ambienti della Suprema Corte. “Sul regolamento preventivo di giurisdizione – spiegano fonti degli ‘Ermellini’ – c’eravamo già pronunciati lo scorso maggio sul caso di De Magistris, proprio su istanza del Movimento per i Diritti dei Cittadini. E adesso abbiamo confermato la competenza del giudice ordinario ad occuparsi degli effetti della Legge Severino”. Le stesse fonti aggiungono che la decisione “attiene alle procedure ed è una decisione di ‘minore’ importanza rispetto alla decisione della Corte Costituzionale che ha dichiarato la piena legittimità della Legge Severino”. Il verdetto delle Sezioni Unite sarà depositato, comunque, in tempi brevi. L’avvocato Gianluigi Pellegrino, difensore del Movimento per i Diritti del Cittadino, aveva invece sostenuto che il giudice ordinario non aveva il potere di sospendere “la decisione del Prefetto e di rimettere in sella un sindaco con una decisione cautelare”. Anche l’avvocato Salvatore Di Pardo che ha difeso in Cassazione i consiglieri del Centrodestra del precedente Consiglio comunale costituitisi insieme al Movimento dei Diritti del Cittadino, aveva sostenuto che “il giudice ordinario non ha il potere di sospendere quanto stabilito dalla Legge Severino perché il giudice non si può sostituire a quello che è scritto in una legge emanata in nome del Popolo Italiano. Secondo Pellegrino e Di Pardo, “non è possibile ricorrere al giudice ordinario contro l’automatismo della sospensione dall’incarico che opera di diritto per 18 mesi anche in presenza di una condanna di primo grado, come avvenuto per il caso De Magistris e De Luca”.

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