L’8 luglio spari’ tra le montagne di Senerchia, Nino Rocco.

«Oggi è una giornata molto difficile per noi. È passato esattamente un mese da quel maledetto 8 luglio in cui sei uscito per andare in cerca di funghi e non sei più tornato a casa – scrivono i figli di Nino -. La vita per noi è cambiata niente più è come prima, siamo tormentati ogni giorno dall’angoscia e dal senso di vuoto che tu papà hai lasciato in tutti noi, si sopravvive e si cerca ogni giorno di trovare una soluzione per farti tornare a casa. Ciò che più ci tormenta, e ancora oggi ad un mese esatto dalla tua scomparsa non riusciamo a capacitarci, è che tu ancora sei lì su quella montagna nonostante hai chiesto aiuto al tuo Stato per essere soccorso. Una serie di domande mi sorgono spontanee a questo punto: Vale così poco la vita di un uomo?! Vale così poco il dolore di una famiglia ormai lacerata dal senso di vuoto e di impotenza?! Vale così poco la vita di un padre che ama la sua famiglia e che desidera tornare da essa?! Come si può anche solo pensare di lasciarlo al suo destino da solo senza considerare l l’ipotesi di riaprire le ricerche nonostante lui abbia detto di trovarsi effettivamente lì sulla montagna?! Tutto questo è surreale e non riusciremo mai ad accettarlo. È un diritto di papà essere soccorso e noi faremo di tutto per far si che questo accada. Ci manchi tanto papà soprattutto il tuo bellissimo sorriso che illumina le nostre giornate e ci dona la speranza e la gioia di vivere. Ti prometto che ti aiuteremo e che ci riusciremo a trovarti. Ti vogliamo bene. I tuoi figli».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*